ARTE AL SUFFRAGIO
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I grandi affreschi di Carpi

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transetto destro

LA CROCIFISSIONE

grande

trittico nel presbiterio

 

IL PRESBITERIO

La zona presbiteriale è, tra i vari ambiti della chiesa, la più ricca di opere d'arte, in termini sia quantitativi che qualitativi. Come si è già visto, l'aspetto odierno rappresenta lo sbocco di un laborioso processo creativo. Il primo consistente intervento risale al 1915, quando viene edificato l'attuale altare e realizzata la cornice marmorea su disegno dell'ing. Chiappetta, in pregiati marmi e decorazioni bronzee.
Il paliotto della mensa presenta in bassorilievo l'incontro di Cristo con la Madre durante la salita al Golgota. Al centro dell'alzata della mensa, decorata con medaglioni raffiguranti Evangelisti e Santi, è inserito il Tabernacolo, plasmato nel 1916 in marmo rosa di Candoglia, a forma di tempietto, a pianta ottagonale irregolare. Consente l'apertura e la chiusura del Tabernacolo una porticina cesellata, in bronzo dorato a fuoco, che rappresenta la cena di Emmaus; al fianchi di questa, sui lati corti dell'ottagono, due statuette in marmo di Carrara raffigurano Elia e Melchisedek.
La cornice marmorea tripartita inquadra un trittico pittorico su tavola firmato, nel 1915, da Eugenio Cisterna. Il tema, La pietà, tanto caro a tutti i massimi esponenti della pittura, dal romanico ad oggi, è qui reinterpretato nella sua iconografia classica: la Madre in atto di mostrare il corpo esanime del Figlio. Alle spalle del gruppo due angeli sorreggono un drappo su cui si leggono le parole del profeta Geremia: "Guardate se c'è un dolore simile al mio" (Lam. 1,12). Sullo sfondo il Golgota, circondato da un'aureola luminosa, ed angeli e, in lontananza, Gerusalemme, la città santa, dai vaghi contorni. Alla sinistra del gruppo, San Giovanni, coi volto distrutto dal dolore, e alla destra la Maddalena, in preghiera, contemplano la scena. Particolarmente riuscita la figura della Madre, solenne, maestosa, il volto quasi pietrificato dal dolore, avvolta nell'ampio panneggio nero. Sottostanno all'imponente scena della Pietà tre riquadri di diversa estensione che descrivono, tutti su fondo oro, altrettanti momenti della Passione di Cristo: l'orazione nel Getzemani a sinistra, l'Ultima Cena al centro e la fiagellazione a destra.
Durante la seconda guerra mondiale la zona presbiterale fu oggetto di completa ristrutturazione su disegno dell'arch. Cabiati. Le pareti del presbiterio, per buona parte, furono rivestite in marmo con qualche particolare strutturale in cotto. La zona risultò delimitata da una balaustra marmorea. La volta e l'arco che divide il coro furono affrescati da L. Filocamo: con santi e profeti, le quattro vele del presbiterio; con otto angeli musici e cantori, l'arco. I quattro personaggi delle vele appaiono accomunati per aver esaltato la Vergine con canti e lodi: San Bernardino è raffigurato con la frase "Tu dispensatrice d'ogni grazie", San Bernardo con "Vergine Madre Figlia del tuo Figlio", Isaia con "Verrà una Vergine della stirpe di Jesse", il Re Davide con "Pose la sua abitazione nel sole".
La sistemazione architettonica del presbiterio lasciava ad intonaco la parte superiore delle pareti: e qui, nel 1946, don Portaluppi invita Aldo Carpi, miracolosamente scampato al Lager di Gusen e nel contempo diventato direttore dell'Accademia di Brera, ad eseguire due grandi affreschi (7x3) al lati dell'altare maggiore: a destra la Crocefissione, a sinistra la Resurrezione.

trittico della crocifissione

La Crocefissione è impostata in modo classico: cinque figure, ai piedi della Croce, avvolte in ampi panneggi, fanno contrasto con la nudità del Cristo. Lo sfondo, dai cupi colori che precedono le tenebre, non presenta alcun segno di riferimento: appare come un puro "avvenimento sul mondo, tanta è la profondità dell'orizzonte" - dirà don Portaluppi. E il Golgota offre due vie: o la condivisione della Croce (riquadro di sinistra con il martirio di S. Pietro) o il suo rifiuto (riquadro di destra con i bestemmiatori). Più in particolare, la scena di destra, "I bestemmiatori", rappresenta gente che insulta il Cristo, chi nel comizio, chi nella taverna, chi con il malcostume, senza che il demonio debba molto faticare; questi è infatti effigiato, in basso a sinistra con le braccia conserte. Solo una bambina, a destra, condivide il dolore del Crocifisso. La scena di sinistra, La crocefissione di Pietro, propone in primo piano cinque figure rappresentative di tutto l'arco dell'umana esistenza e , in secondo piano, il martirio dell'Apostolo.
(qui sotto alcuni dettagli)

crocifissione di S.Pietro
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