IL FIGLIOL PRODIGO
Affresco ubicato nel transetto destro, sopra l'accesso alla Cappella di San Proto
Ne è autore lo stesso artista (L. Filocamo) che ha affrescato anche l'altro transetto con l'Adultera.
Esiste, tra i due affreschi, una simmetria sottolineata dall'identità della cifra stilistica.
In questo caso, Filocamo illustra il capitolo 15 del Vangelo di Luca nel momento culminante,
allorché "il Figlio disse: ( ... ) Mi leverò e andrò da mio padre. Quando era ancora lontano,
il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio
gli disse: Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te; non sono più degno d'essere
chiamato tuo Figlio".
Come nella tradizione classica, più scene confluiscono in un'unica
raffigurazione. Sullo sfondo, seminudo, sfibrato dal forzati digiuni, un giovane scende
lungo il sentiero sul monte. In primo piano, il padre accoglie il figlio con gesto amorevole,
mentre una donna, dall'interno della casa, leva gli occhi al cielo in segno di ringraziamento.
In secondo piano, all'interno del cortile, un'ulteriore scena ci descrive la ritrosia del fratello
maggiore che assiste alla riconciliazione con freddezza. Nella penombra proiettata dalla recinzione,
un angelo assiste all'abbraccio "e sembra dire che quel ritorno è anche opera sua, perché sta
scritto: - Il Signore ha disposto un angelo per lui, affinché lo custodisca lungo tutte le
sue vie - (Salmo 90,11)"
Una curiosità: il personaggio del padre costituisce un ritratto
dell'architetto Ottavio Cabiati, che tanto si è prodigato per la parrocchia.
Come l'Adultera, anche il Figliolprodigo misura m. 3x4; è datato 1954, ed ha subito le
stesse traversie di restauro del suo omologo.
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