Giona-3

Ho un popolo numeroso in città                             25 febbraio 2014

 

 

G. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo.

T. Amen.

 

G. Il Signore sia con voi.

T. E con il tuo spirito.

 

Invocazione allo Spirito Santo

 

Lo spirito di Cristo

fa fiorire il deserto,

torna la vitra.

Noi diventiamo testimoni di luce.

 

 Non abbiamo ricevuto

 uno spirito di schiavitù,

 ma uno spirito di amore,

 uno spirito di pace,

 nel quale gridiamo:

 abbà Padre, abbà Padre! R.

 

 Sono venuto a portare

 il fuoco sulla terra.

 E come desidero

 che divampi nel mondo

 e porti amore

 ed entusiasmo, in tutti i cuori R.

 

G. Preghiamo.

Signore Gesù, con forte desiderio vogliamo cercarti nelle parole della Scrittura, vogliamo capire, mossi dallo Spirito, ciò che vuoi dire a noi oggi, conoscere l’iniziativa di amore di Dio verso l’uomo e il disegno mirabile del Padre sulla nostra vita.

Lo chiediamo a te che vivi e regni nei secoli dei secoli.

T. Amen

 

 

IN ASCOLTO DELLA PAROLA

 

Nella tua Parola, noi, camminiamo insieme a Te:

ti preghiamo, resta con noi. (2 v.)

Luce dei miei passi, guida al mio cammino, è la tua Parola

Nella tua Parola, noi…

 

LIBRO DEL PROFETA GIONA

Capitolo 4 – Ira di Giona e misericordia di Dio       

 

1 Ma Giona ne provò grande dispiacere e ne fu sdegnato. 2Pregò il Signore: «Signore, non era forse questo che dicevo quand'ero nel mio paese? Per questo motivo mi affrettai a fuggire a Tarsis; perché so che tu sei un Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira, di grande amore e che ti ravvedi riguardo al male minacciato. 3Or dunque, Signore, toglimi la vita, perché meglio è per me morire che vivere!». 4Ma il Signore gli rispose: «Ti sembra giusto essere sdegnato così?».
5Giona allora uscì dalla città e sostò a oriente di essa. Si fece lì una capanna e vi si sedette dentro, all'ombra, in attesa di vedere ciò che sarebbe avvenuto nella città. 6Allora il Signore Dio fece crescere una pianta di ricino al di sopra di Giona, per fare ombra sulla sua testa e liberarlo dal suo male. Giona provò una grande gioia per quel ricino.
7Ma il giorno dopo, allo spuntare dell'alba, Dio mandò un verme a rodere la pianta e questa si seccò. 8Quando il sole si fu alzato, Dio fece soffiare un vento d'oriente, afoso. Il sole colpì la testa di Giona, che si sentì venire meno e chiese di morire, dicendo: «Meglio per me morire che vivere».
9Dio disse a Giona: «Ti sembra giusto essere così sdegnato per questa pianta di ricino?». Egli rispose: «Sì, è giusto; ne sono sdegnato da morire!». 10Ma il Signore gli rispose: «Tu hai pietà per quella pianta di ricino per cui non hai fatto nessuna fatica e che tu non hai fatto spuntare, che in una notte è cresciuta e in una notte è perita! 11E io non dovrei avere pietà di Ninive, quella grande città, nella quale vi sono più di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra, e una grande quantità di animali?».

        

 

 

Salmo 47

 

1 Al maestro del coro. Dei figli di Core. Salmo.

 

2 Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,

3 perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra.

4 Egli ci ha sottomesso i popoli,
sotto i nostri piedi ha posto le nazioni.

5 Ha scelto per noi la nostra eredità,
orgoglio di Giacobbe che egli ama.

6 Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.

7 Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni;

8 perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.

9 Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo.

10 I capi dei popoli si sono raccolti
come popolo del Dio di Abramo.
Sì, a Dio appartengono i poteri della terra:
egli è eccelso.

 


PROPOSTA DI LECTIO

 

Premessa: alla fine del c. 3 la storia potrebbe considerarsi conclusa, come una bella fiaba… ma…

 

‘Giona ne provò grande dispiacere e ne fu sdegnato’: lo stesso si dice del figlio maggiore della parabola evangelica (Lc 15,28: «Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo»), ma soprattutto di Caino (Gen 4,3-7): Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dòminalo».

 

‘per questo motivo’: Giona rivendica le sue ragioni… come noi quando entriamo nella preghiera sapendo già il bene e il male e non vogliamo essere istruiti circa il bene e il male… come Pietro a Cesarea di Filippo… peccato originale…

 

‘so che tu sei un Dio misericordioso’: anche noi lo sappiamo e a che cosa porta questa consapevolezza?

 

‘meglio è per me morire che vivere!’: Giona ripete per due volte questa frase: ma che differenza tra le due volte circa l’oggetto che determina il suicidio! La prima è l’amore di Dio, la seconda è la pianta di ricino! Che sproporzione… ma quando tutto attorno regna come enigma, quando ciò che ci attornia è qualcosa che ci supera, allora il desiderio di scomparire, ci invade! Il suicido non è semplicemente quell'atto che alcuni compiono, esso ci abita! Ci sono molti più suicidi consumati nel cuore e nelle vite che di quelli come atto. In più c’è l’esasperazione del momento…»

 

‘Giona allora uscì dalla città’ (l’esperienza spirituale della ribellione… essere mandati e uscire dalla città)

 

‘in attesa di vedere ciò che sarebbe avvenuto nella città’: Giona non è contento della conversione di Ninive e del perdono di Dio. Pensava forse di essere arrestato, perseguitato, ucciso, e invece tutta la città si è convertita! Dio

 

è il vendicatore adirato e non può, secondo Giona, perdonare quella città. Si sente smentito da Dio e desidera nuovamente morire. Meglio morire, che vivere sotto il peso di una contraddizione che viene da Dio. Dio infatti lo ha tradito e lo ha smentito.

Dio, allora, gli fa crescere allora un "QIQAION", una pianta di ricino, un grande ristoro nella calura di quel posto. È come il vestito di pelle cucito da Dio ad Adamo ed Eva, dopo il peccato.

Il giorno dopo, mentre Giona dorme sotto la pianta, essa secca e Giona sente il sole in testa. La pianta si secca, Giona vuole morire e Dio, ancora, lo interroga: "Tu provi pena per una pianta per la quale non hai fatto nessuna fatica, ed io non dovrei avere pietà di Ninive, città grande, in cui ci sono uomini e donne, gli uomini e le donne del mondo, uomini e donne che non sanno quel che dicono e non sanno quel che fanno, e non sanno discernere tra destra e sinistra, cioè tra bene e male, e non dovrei avere pietà degli  animali, coinquilini dello stesso territorio, da me dato ad entrambi?"

 

L’espressione non saper distinguere la destra dalla sinistra si trova solo nel libro di Giona. Equivale a non saper distinguere il bene e il male, espressione con cui nel Deuteronomio sono caratterizzati i bambini (1,39). Nella città, quindi, ci sono oltre centoventimila bambini innocenti e innumerevoli animali, della cui salvezza Iddio si preoccupa.

 

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

 

1. Il libro si conclude qui, con una domanda che è rivolta a noi. Immaginate questo libretto che, in quel periodo entra in Israele. Giona significa in ebraico "colomba". L'unico che ha il nome ‘colomba’ nella Bibbia è Israele. Israele è il popolo eletto, è la colomba. Giona ‘colomba’ è l'uomo religioso, uomo dell'Antica Alleanza, ma anche della Chiesa. Un uomo tentato dal fondamentalismo e dall'integralismo, un uomo che vuol far risplendere la verità al punto tale che umìli ed abbagli. Il libro di Giona ci avverte che l'identità del credente non va cercata contro gli altri o senza gli altri, ma nella dolcezza della compagnia degli uomini.

 

2. Il vero protagonista del libro di Giona è Dio. È Lui che muove le fila di tutta la storia e sue sono le parole con cui si conclude. Ma Dio è un protagonista nascosto, che resta sempre dietro le quinte, perché Lui è più grande dell’uomo

 

e non deve mai essere ridotto a una delle comparse della sua storia di dannazione o di salvezza. Quando gli uomini hanno voluto catturare Dio nei loro schemi filosofici, teologici, religiosi, lo hanno trasformato in un idolo, fatto a loro immagine e somiglianza. A Dio è stato dato il volto del potere  ed è diventato causa di infinite violenze e sofferenze, fonte di discriminazioni e privilegi, protettore dei ricchi e dei potenti, oppio dei poveri e dei sofferenti. Un Dio piccolo e meschino, affamato di preghiere e di sacrifici, ossessionato dal sesso e dalle eresie, smanioso di punire chi non si sottometteva docilmente al giudizio sancito dai suoi rappresentanti. Un Dio rivestito d’oro e di drappi preziosi; acclamato come un re e temuto come un tiranno; ridotto alla stregua di uno sponsor da esibire nelle dispute politiche, economiche, scientifiche, morali… Giona rifiuta di cambiare idea su Dio, scalpita, si arrabbia. Difende le sicurezze teologiche e lo stile di vita tradizionali del suo popolo. Vuole restare profeta del castigo e delle sicurezze morali, del Dio della Legge e degli Eserciti, del Dio Re e Giudice. Rifiuta di diventare il profeta gioioso del Dio del perdono, della pace, della fraternità universale. Non è un vangelo che vuole portare, ma la spada!

Noi, Chiese cristiane del terzo millennio, che Dio stiamo annunciando agli uomini e alle donne del nostro tempo e alle nuove generazioni che stanno crescendo? Rimaniamo chiusi nella torre d’avorio delle nostre certezze teologiche, dell’uniformità centralista, delle nostre pratiche tradizionali, delle nostre chiese sempre più vuote, o ci facciamo testimoni gioiosi del Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore che ci ha testimoniato l’umanissimo e sorprendente libro di Giona?

 

3. È la differenza tra uomo religioso e credente che si lascia istruire dalla Parola…

 

4. Oggi… il discernimento… la malattia morale odierna…

 

5. cfr. tutti gli episodi nel Vangelo in cui Gesù valorizza l’ “altro”, il diverso, il samaritano, la donna cananea, il peccatore, la prostituta…

 

6. cfr. la conversione teologica di s. Paolo…

 

Perciò, ecco, la attirerò a me, la condurrò nel desertoe le parlerò sul cuore. (Os 2,16)


 

 

TEMPO DI MEDITATIO

 

Oratio

 

G. Paziente e misericordioso, il Signore ci insegna come avere cura del creato e dei fratelli.

T. Fa’, Signore, che la nostra mente e il nostro cuore siano disponibili ad ascoltarti.

 

L. Tu che hai spezzato le antiche catene, vieni a liberarci da ogni forma di schiavitù

T. E donaci di vivere nella libertà dei figli di Dio.

 

L. Manda operai nella tua messe,

T. perché tutte le genti riconoscano in te il solo vero Dio e in Gesù Cristo il Figlio che tu hai  mandato.

 

L. Conforta gli oppressi dal dolore e dalla fatica;

T. fa’ che la loro dignità sia dai fratelli onorata e soccorsa.

 

Padre Nostro

 

PROPOSTA DI ACTIO

 

G. Il Signore ci ha donato la sua Parola.

     Accogliamola con gioia e lasciamoci plasmare da essa.

     La nostra comunione si rafforzi e diventi testimonianza viva,

     perché il nostro incontro di Lectio divina non si conclude,

     ma continua nelle nostre case e sulle strade che percorriamo ogni giorno;

     continua nella città dove il Signore ci ha chiamato.

     Insieme vogliamo proporci questa attenzione e questo gesto:

……………………………………………………………………………………

……………………………………………………………………………………

 

 Sia la Parola di Dio lampada per i nostri passi e luce sul nostro cammino.

T. Sia la Parola di Dio lampada per i nostri passi e luce sul nostro  cammino.

Amen.

 

Benedizione

 

Canto di congedo 

 

Ave Maria,

piena di grazia,

il Signore è con Te,

tu sei benedetta fra tutte le donne,

e benedetto è il figlio tuo Gesù.

 

Santa Maria,

madre di Dio,

prega per noi peccatori,

adesso e nell’ora della nostra morte,

adesso e nell’ora della nostra morte.

Amen.

 

 

 

Giona-2

Scheda preparata da don Maurizio per il secondo incontro della SCUOLA DELLA PAROLA DECANALE [«HO UN POPOLO NUMEROSO IN CITTA' - Lectio Divina sul libro del profeta Giona»] che si è tenuto nella parrocchia di Sant'Eugenio

Ho un popolo numeroso in città                                     4 febbraio 2014

 

LIBRO DEL PROFETA GIONA 

Capitolo 3 - Conversione di Ninive e perdono divino           

 

1Fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore: 2 “Alzati, và a Ninive la grande città e annunzia loro quanto ti dico. 3 Giona si alzò e andò a Ninive secondo la parola del Signore. Ninive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. 4 Giona cominciò a percorrere la città, per un giorno di cammino e predicava: “Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta. 5 I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli. 6 Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere. 7 Per ordine del re e dei suoi grandi fu poi proclamato in Ninive questo decreto: “Uomini e animali, armenti e greggi, non gustino nulla, non pascolino, non bevano acqua . 8 Uomini e animali si coprano di sacco e Dio sia invocato con tutte le forze; ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani. 9 Chi sa che Dio non cambi, si impietosisca, deponga il suo ardente sdegno e noi non abbiamo a perire? ”. 10 Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si impietosì riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.

        

PROPOSTA DI LECTIO

 

questa parola (‘questa’: la Parola si specifica, non è mai generica, ha un contenuto preciso… preghiamo perché la Parola di questa sera ci illumini…)

seconda volta (come a Samuele 1Sam 3, ma anche altri, compresi gli Apostoli: chiamate successive…)

Alzati (Dio non si rassegna, vuole dei risorti, vuole dei figli, non degli schiavi… ricorda la parabola del figliol prodigo e il figlio maggiore…)

và a Ninive (che luogo è Ninive? Gente pagana, considerata dagli Ebrei come cani infedeli, portatori di violenza e di ingiustizie, degni solo del castigo di Dio)

la grande città (grande tre giorni di cammino, enorme, da paura, la sproporzione della missione e dell’annuncio… la sproporzione dei due pani e cinque pesci…)

annunzia (che cosa vuol dire annunciare? Il primo atto dell’annuncio è avere qualcosa da dire…)

quanto ti dico (e infatti il contenuto dell’annuncio è quanto hai ascoltato, udito, interiorizzato… ma qui c’è da sottolineare che Dio non ha ancora detto a Giona che cosa deve annunciare)

Giona si alzò e andò a Ninive secondo la parola del Signore (finalmente sembra che Giona risorga)

percorrere la città (percorrere la città… la città è luogo umano, prima che luogo fisico… dove la gente vive, crede, spera, sbaglia, la città è insieme anche violenta, contraddittoria… percorrerla città assumendone le dimensioni anche di povertà interiore e assumendone le malattie con amore cfr Gv 17 anche contestando il mondo, ma come Gesù che non condanna ma ama…)

per un giorno (è bastato poco, meno di quello che Giona si era forse immaginato!)

quaranta giorni (40 giorni: richiamano l’Esodo, i 40 giorni di Gesù nel deserto… il deserto…)

Ninive sarà distrutta (Dio non ha ancora detto che cosa Giona deve dire, ma Giona annuncia: ‘distruzione’, annuncia una sua idea di Dio)

credettero a Dio (non a Giona ma a Dio e qui inizia lo scandalo di Giona… cfr Mt 20 1-16: oppure tu sei invidioso perché io sono  buono?)

re (quando il potere diventa sapienza e preoccupazione della collettività…)

per ordine del re: ‘Uomini e animali, armenti e greggi, non gustino nulla, non pascolino, non bevano acqua’ (la conversione, paradosso, è annunciata dal re e non da Giona ed è come una specie di sospensione della vita quando è vissuta così, nella sua ovvietà… cfr 2Cor 5,17 ‘le cose di prima sono passate’ le cose di prima sono quello che noi viviamo ogni momento nell’incomprensione del mistero che ci avvolge e ci determina; cfr anche Ap 21,4: ‘non ci sarà più la morte,né lutto, né lamento, né affanno,perché le cose di prima sono passate’)

con tutte le forze (almeno l’acqua va messa perché diventi vino!)

Dio si impietosisca (visione antico – testamentaria di Dio! Gesù ci rivelerà il contrario e cioè che Dio di suo è così, pietoso e non schizzinoso… La scena originaria del Vangelo e la differenza del cristianesimo da ogni altra forma religiosa)

converta (Mc: il tempo è compiuto, il Regno di Dio è vicino. Convertitevi e credete al Vangelo)

Dio si impietosì(cfr il buon Samaritano)

 

Salmo 85

 

2 Signore,sei stato buono con la tua terra,

hai ricondotto i deportati di Giacobbe.

Hai perdonato l’iniquità del tuo popolo,

hai cancellato tutti i suoi peccati.

4 Hai deposto tutto il tuo sdegno

e messo fine alla tua grande ira.

Rialzaci, Dio nostra salvezza,

e placa il tuo sdegno verso di noi.

6 Forse per sempre sarai adirato con noi,

di età in età estenderai il tuo sdegno?

Non tornerai tu forse a darci vita,

perché in te gioisca il tuo popolo?

8 Mostraci, Signore, la tua misericordia

e donaci la tua salvezza.        

 9 Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:

egli annunzia la pace

per il suo popolo, per i suoi fedeli,

per chi ritorna a lui con tutto il cuore.

10 La sua salvezza è vicina a chi lo teme

e la sua gloria abiterà la nostra terra.

11 Misericordia e verità s’incontreranno,

giustizia e pace si baceranno.

12 La verità germoglierà dalla terra

e la giustizia si affaccerà dal cielo.

13 Quando il Signore elargirà il suo bene,

la nostra terra darà il suo frutto.

14 Davanti a lui camminerà la giustizia

e sulla via dei suoi passi la salvezza.

 

 

TEMPO DI MEDITATIO

 

-          Come mi tocca ‘questa’ Parola, letta questa sera?

-          Quando sono stato ‘chiamato’ e quando ‘richiamato’?

-          Come giudico il mondo? So guardare con gli occhi di Gesù?

-          Come intendo la missione e mi sento ‘missionario’?

-          Come considero la misericordia di Dio?

-          La mia gioia è poter stare vicino al Signore, amato di un amore gratuito?