Caritas parrocchiale

Caritas Parrocchiale

 

Giotto-Storie di San FrancescoEntrando da via Bonvesin de la Riva, si attraversa il cortile e si sale al primo piano.

 La carità prima di tutto

 Ed ecco che ci si trova davanti a una delle tante “porte aperte” della nostra Parrocchia: quella della Caritas.

 All’interno, niente di particolare: una sala d’aspetto, la reception, due piccoli uffici per i colloqui e l’amministrazione, un locale per le riunioni e il guardaroba. Eppure, qualcosa di speciale c’è. Ci sono soprattutto l’impegno gratuito dei volontari e la loro voglia di accogliere, di ascoltare e di condividere.

 Un calendario settimanale scandisce gli impegni distribuiti nei vari giorni:

–  lunedì e giovedì, la distribuzione dei pacchi alimentari;

–  martedì e giovedì, il centro d’ascolto;

–  mercoledì, lo sportello lavoro;

–  venerdì, il guardaroba.

 

Per fare un’estrema sintesi, prendiamo come riferimento i dati dell’anno passato e raccontiamo il lavoro della Caritas in numeri: una trentina di volontari hanno ascoltato circa 650 persone in quasi 1250 colloqui;  hanno distribuito capi di abbigliamento a 200 persone, per un totale di quasi 350 incontri; hanno fornito a una sessantina di nuclei familiari o single in difficoltà pacchi viveri con cadenza quindicinale o mensile. In occasioni delle grandi feste dell’anno liturgico sono stati contattati e visitati quasi cento anziani; di questi, circa trenta incontrano ogni settimana un volontario a loro dedicato. caritasA tutto questo si aggiungono altre tre porte aperte: quelle dei mini appartamenti dove possono alloggiare i malati che vengono a Milano per cure mediche e i parenti che li assistono.

 Fin qui, un elenco di numeri, solo per dare un’idea della dimensione dei problemi e delle risorse disponibili, ma che non dice quasi nulla sulla sostanza, sul fiume di difficoltà e sofferenza che si presenta ogni settimana alla nostra attenzione.

 Soprattutto a causa della crisi finanziaria, cresce il numero delle persone che si rivolgono alla parrocchia per un aiuto concreto. Allo sportello lavoro sono sempre più numerose le domande di lavoro e sempre più scarse le offerte. Aumentano le richieste per affrontare le spese di base (affitto, luce, gas…) e per far fronte a situazioni debitorie. Ma frequenti sono anche i problemi dovuti a forti disagi psicologici e alla solitudine.

 Solo una piccola parte dei problemi che si presentano può essere risolta, ma l’impegno è quello di tenere le orecchie e gli occhi sempre ben aperti per non lasciare niente di intentato. A volte basta un ascolto attento, ma spesso è indispensabile attivare un lavoro in rete con strutture esterne (gli uffici del Comune, i vari sportelli della Caritas Ambrosiana, i consultori ecc.).

 Ecco, questa che abbiamo descritto a grandi linee è la parte “visibile” delle Caritas di Santa Maria del Suffragio. Ma c’è un’altra, non meno importante, “invisibile”, senza la quale non potremmo esserci: è quella formata da tutti i parrocchiani che ci sostengono con la loro presenza e ci aiutano sempre con offerte concrete. A proposito, ricordiamo che in questi giorni c’è stata una grande raccolta di viveri acquistati da molti di voi e raccolti presso un supermercato della zona oppure portati direttamente in chiesa… Vi è sfuggita la cosa? Niente paura, siete sempre in tempo per rimediare: al primo piano la porta è sempre aperta!

 

Laura P.