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La Parrocchia,
una porta aperta sulla piazza:
si entra per adorare Dio
si esce per amare e servire i fratelli.

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R E S P O N S A B I L I  E  F I D U C I O S I

 

“La paura è in un certo qual modo il nostro principale nemico. Essa si annida nel cuore dell’uomo e lo mina interiormente finché egli crolla improvvisamente, senza opporre resistenza e privo di forza. Corrode e rosicchia di nascosto tutti i fili che ci uniscono al Signore e al prossimo. Quando l’essere umano in pericolo tenta di aggrapparsi alle corde, queste si spezzano, ed egli, indifeso e disperato, si lascia cadere tra le risate dell’inferno. Allora la paura lo guarda sogghignando e gli dice: ora siamo soli, tu e io, e ora ti mostro il mio vero volto.
Chi ha conosciuto e si è
abbandonato a questo sentimento in un’orribile solitudine la paura di fronte a una grave decisione, la paura di un destino avverso, la preoccupazione per il lavoro, la paura di un vizio a cui non si può più opporre resistenza e che rende schiavi, la paura della vergogna, la paura di un’altra persona, la paura di morire sa che è soltanto una maschera del male, una forma in cui il mondo ostile a Dio cerca di ghermirlo. Non c’è nulla nella nostra vita che ci renda evidente la realtà di queste forze ostili al Creatore come questa solitudine, questa fragilità, questa nebbia che si diffonde su ogni cosa, questa mancanza di vie di uscita e questa folle agitazione che ci assale quando vogliamo uscire da questa terribile disperazione.”

Sono parole di Dietrich Bonhoeffer, ucciso nel campo di concentramento di Flossenbürg il 9 aprile 1945, prese da scritti inediti pubblicati nel volume
La fragilit del male.
Battono un nervo scoperto, una dimensione che tutti viviamo perché profondamente umana -e che questi mesi hanno accentuato.
La paura.
Paura del virus, paura dell’altro, paura ad andare a scuola, sul tram, a Messa. Paura dell’altro. Paura che ci possa essere strappato un futuro.

Non lasciamoci vincere dalla paura.
Al Getzemani Gesù vince l’angoscia e la paura con un rinnovato gesto di fiducia filiale nel Padre che nella Sua bontà non lascerà che ci perdiamo.
Mai come oggi, nel passato recente, è stato importante essere nello stesso tempo responsabili e fiduciosi.
Inauguriamo nuove prassi più capaci di farsi carico della fragilità nostra e dell’altro.

La paura non ci porti a rinunciare a vivere per paura di morire.

don Claudio

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