S.M.del Suffragio - cenni storici


gli anni della grande crescita

 

la nuova chiesa

 


Dai registri dei battesimi di S. Maria Nascente in Calvairate si riscontra un aumento della nascite a partire dal 1804 quando con andamento oscillante si inizia a salire dalla cinquantina di nascite dell'inizio secolo alla sessantina e oltre fino agli anni 30. A partire da questo periodo si ha un'impennata fino a raggiungere le 100 nascite nel 1851.

Dopo tale data la città esplode ed anche i suoi sobborghi si ingrossano e ne fa fede l'aumento delle nascite che dal centinaio del 1858 sale a 135 nel '68, 227 nel 78 e 457 nel 1888. S. Maria del Suffragio: L'incremento di nascite negli anni che vanno dal 1880 (249 battesimi) al 1890 (483 battesimi) spiega eloquentemente quanto fosse necessaria una nuova parrocchia per la nuova popolazione che si andava addensando nelle nuove case sorte nelle vie create fuori dai bastioni. La parrocchia ha pubblicato negli anni 90 una esauriente monografia dell'arch. Faruffini “Le origini della chiesa di Santa Maria del Suffragio” che illustra magistralmente ogni aspetto (pagg. 33 e seguenti) di questo sviluppo. Sempre nello stesso volume (pag 165) è riportata una tabella con l'indicazione dei dati presunti di abitanti delle Parrocchie di Calvairate e del Suffragio negli ultimi due secoli. Il XIX secolo è caratterizzato da grande urbanizzazione e crescita demografica. Son passati poco più di trecent'anni dalla fondazione e la parrocchia risulta ormai inadeguata alle dimensioni della chiesetta di Piazzale Martini. Il 31 ottobre del 1896 è il Cardinal Ferrari ad inaugurare ufficialmente la nuova costruzione di S. Maria del Suffragio che sostituisce S. Maria Nascente di Calvairate. Il passaggio viene registrato in maniera dimessa sul libro (n° 14 -pag 59) dei battesimi che reca: “Il 1° Novembre si incominciò a celebrare tutte le Funzioni Parrocchiali nella nuova Chiesa di S. Maria del Suffragio. – La nuova Chiesa fu' inaugurata il 31 Ottob. dal Card. Andrea Ferrari Arciv. di Milano. Nel giorno dell'appertura si compirono feste solennissime. Celebrò alla mattina S. Cen.ri il Card. il quale distribuì la SS. Com.e a tutte le rappresentanze dei circoli cattolici di Milano, a numeroso popolo. Il pontificale fu' celebrato da S.Ecc.za Mons. Mantegazza vic. Episc.”

 


LE ORIGINI la storia dei "Suffragio" inizia nel 1889 con l'atto di compravendita del terreno ai margini dell'antico cimitero di Porta Vittoria effettuato da don G. Riva allora parroco di S.Maria Nascente a Calvairate. 1890: Il 2 novembre, si posa la prima pietra. Autore del progetto della nuova Chiesa e direttore del cantiere fu Alfonso Parrocchetti. 1896: Il 31 ottobre la Chiesa viene consacrata dal Card. Andrea Carlo Ferrari e aperta al pubblico il giorno seguente, festa di Tutti i Santi.

NEL TEMPO Ecco alcuni tra i più signifitivi interventi di completamento, abbellimento e modifica della Chiesa: 1915: Viene realizzato l'altare maggiore, su disegno dell'ing. Chiappetta, con il trittico pittorico di E. Cisterna. 1927: L'edificio viene concluso con la facciata progettata dall'ing. Chiappetta. 1942: La zona presbiterale, su disegno dell'arch. 0. Cabiati, viene rivestita di marmi. 1949: L'interno assume l'aspetto attuale con intonacatura a calce e pilastri ricoperti di mattoni rossi. Il progetto é ancora dell'arch. Cabiati. 1979: Si realizza la nuova zona presbiterale su progetto della scuola Beato Angelico. 1986: Il 20 marzo un dissesto statico impone la chiusura dell'edificio che, per quasi 18 mesi, subisce considerevoli lavori di ristrutturazione e restauro. Nell'occasione viene aperto il rosone della facciata. 1996: Il 31 ottobre, vengono collocati i nuovi portali in bronzo, le tre nuove vetrate dell'abside e viene ristrutturata la Sacrestia.

I PERMESSI Per trasferire le prerogative della vecchia parrocchia a quella nuova occorre anche il 8benestare delle autorità civili e nel 1887 si ottiene il Regio assenso Il successivo volume dei battesimi n°15 riporta a pag. 60 la seguente nota: Procura Generale del R.° presso la Corte d'Appello in Milano N° 77 Risposta alla Nota 26.3.97 Oggetto: Calvairate (Milano) Parrocchia Trasferimento di sede Regio assenso Alla Veneranda Curia Arcivescovile di Milano Milano 18 Novembre 1897 Con R. Decreto 27 ottobre 1897 che oggi venne trasmesso in copia alla locale Prefettura fu concesso R. Assenso al trasferimento della Sede della Parrocchia di Calvairate dalla Chiesa di S.a Maria Nascente in quella recentemente eretta sotto il titolo di S.a Maria del Suffragio, ai termini del Decreto emanato per la parte canonica da codesto Ordinario in data 4 Dicembre 1896. Tanto mi è grato partecipare in relazione all'ossequiata lettera controdistinta. Con osservanza Il Reggente la Procura Generale Panighetti “Copia conforme all'originale che sta nella Cancelleria Arcivescovile.


Il vanto di esser ufficialmente il primo battezzato della nuova Parrocchia di S.M. del Suffragio spetta ancora ad una bimba che, nata il 29 ottobre, viene battezzata dal Parroco don Riva il 1° di Novembre 1896.

Nello stesso giorno vennero battezzati altri 5 bambini uno dei quali abitante nella Cascina Tripizi ed uno nella Cascina Cornaggia a dimostrazione di come, nonostante tutto, dalla fine del Cinquecento,fuori dai Bastioni di Porta Tosa, si fosse trasformata ancora molto poco la periferia della città. Cent'anni dopo la nostra Parrocchia, arricchita di molte opere d'arte per le quali si rimanda ai già citati volumi degli architetti Faruffini e Trolli ed alla nostra specifica sezione, ma ormai ridotta di molto nella sua estensione territoriale, (basti pensare che nella zona fra le mura spagnole, l'Acquabella e la Trecca sono sorte le parrocchie di S.Croce, S.Pio V, Ss.Silvestro e Martino,Preziosissimo Sangue, Ss.Nereo e Achilleo, Padre Kolbe, S.Eugenio) celebra il primo secolo di vita con opere di consolidamento e di abbellimento. In questa occasione è il Cardinal Martini a celebrare l'evento, il 31 ottobre 1996, con la benedizione delle nuove porte di bronzo.


 

La toponomastica di fine '800 Quanti ricordi di tre secoli prima!

Come già detto nell'introduzione il secolo scorso vide l'esplosione demografica della parrocchia come conseguenza di un più generale incremento di popolazione e di insediamenti produttivi sia industriali che artigianali. L'antica attività agricola della parrocchia resta presumibilmente confinata alle cascine periferiche mentre subito al di fuori della cerchia delle mura spagnole si espande la città con nuove case, villette e falansterii. Per comprendere il periodo è consigliata la consultazione dei libri editi dalla parrocchia e di quello dell'arch. Faruffini in particolare come pure "Milano fuori di mano" (Mursia ed.). Il registro dei battesimi dal quale sono stati estratti i dati relativi ai primi due anni di attività dalla consacrazione nel confermare la progressione esponenziale degli abitanti (nascite più che decuplicate rispetto a cent'anni prima) riportano per nostra fortuna anche la professione del padre cosa che ci permette di confermare, in modo molto interessante, quanto già noto circa la distribuzione della popolazione sul territorio e sulla vocazione prevalentemente artigianale dei giovani (quali saranno stati) genitori della zona. Tra le professioni riportate negli anni di cui sopra si notano anche parecchi elettricisti fatto emblematico che ci ricorda che la prima centrale elettrica di Milano (e seconda al mondo) era stata avviata 13 anni prima nell'estate del 1883 in via S. Radegonda. Il totale dei battezzati negli anni 1897-1898 è di 1147 e di 1224 comprendendo gli ultimi due mesi del '96 cioè dalla consacrazione della chiesa a tutto il 98 (tutti i dati elaborati di seguito si basano su questa opzione); sono tutti nati nell'ambito della parrocchia i cui limiti erano ben maggiori degli attuali (vedi piantina) con una popolazione stimata in 18-19.000 abitanti ed un tasso di natalità ancora altissimo. I siti mezionati sono 61 diversi e si può dire che si trovino ancora fra gli stessi tutti i vecchi luoghi cui s'aggiungono le nuove strade appena fuori dai bastioni.

Luoghi della parrocchia menzionati a fine '800:

Anfossi Augusto
via Archimede
via Bergamo
via Bezzecca
via Brescia
via Calvairate
via per Calvairate
Isola Cassaghi
località Cascina Acquabella
località Cascina Bellingarda
località Cascina Boffalora
località Cascina Bonnido
località Cascina Caminella
località Cascina Capretti
località Cascina Casa Franca
località Cascina Casino
località Cascina Castagnedo
località Cascina Castiona
località Cascina Cazzuola

località Cascina Colombara
località Cascina Colombé
località Cascina Cornaggetta
località Cascina Cornaggia
località Cascina Mancatutto
località Cascina Palazzetta
località Cascina Pilastrello
località Cascina Prato Buono
località Cascina Pregarella
località Cascina Regalia
località Cascina S.Barnaba
località Cascina Spinetta
località Cascina Testone località

Cascina Trecca località
Cascina Tripizi località
Cellini Benvenuto via
Cinque Giornate piazza
Concordia corso
di Porta Romana viale
di Porta Tenaglia viale
di Porta Vittoria viale
Franklin Beniamino via
Guicciardini via
Indipendenza corso
Isola Colombo località
Lavanderia Pagani località
Lincoln Abramo via
Marcona via
Monforte piazza
Monforte viale
Monumento vicolo
Paullo strada per
Pietro Calvi via
Raiberti G. via
Risorgimento piazza
Santarosa - Santorre di via
Sciesa Antonio via
Sottocorno P. via
Ventidue Marzo corso
Vicenza via
Villa Adele località
Villa Colombo località
Vittorietti F. via

La via Brescia corrisponde all'attuale via Zanardelli, la via S. di Santarosa alla prima parte della via Fiamma verso piazza Risorgimento, viale di Porta Vittoria al viale Premuda, viale di Porta Romana al viale Monte Nero, viale Monforte al viale Piave.

 

Il bugandajo: chi era costui? I mestieri di fine '800

Per nostra fortuna era usanza di quell'epoca d'indicare sul registro dei battesimi accanto al nome anche la professione del padre; vengono menzionate 287 diverse professioni che riportiamo più sotto con le relative ricorrenze nel periodo. Alcuni di questi mestieri sono chiaramente una italianizzazione del vocabolo corrente milanese es.: inverniciatore e bugandajo (lavandaio). Dalla sequenza delle professioni si ha netta la percezione di un microcosmo in cui la componente agricola sempre più legata alle richieste della città (ortolani p.es.) si attenua in mestieri in via di estinzione (sellai, cocchieri) mescolandosi a quelli più nuovi (elettricista, meccanico,tipografo) ed ai tantissimi artigianali (lavorante di ostie, indoratore, ebanista ecc.) Da notare poi che son di più i possidenti dei medici, degli avvocati e degli ingegneri, segno che l'espansione urbanistica era,in questa zona, di estrazione essenzialmente popolare.

Ecco i mestieri che ci ricordano un mondo ormai lontano:

ACCORDATORE DI PIANI 1 AFFOSSATORE 1 AGENTE 1 AGENTE DI COMMERCIO 1 AGENTE FERROVIARIO 1 AGENTE PRIVATO 1 AGRICOLTORE 1 APPRETTATORE 1 ARGENTIERE 1 ARTISTA 3 ARTISTA DI BALLO 1 ARTISTA DI CANTO 1 ARTISTA LIRICO 1 ASS. MURATORE 1 ASSIST. CAPOMASTRO 1 ASSISTENTE MUNICIPALE 1 AVVOCATO 2 BADILANTE 10 BARBIERE 1 BASTONAJO 1 BATTILORO 1 BIDELLO 1 BIGIOTTIERE 2 BIGLIETTARIO 1 BILANCIERE 1 BOMBONIERE 1 BOTTAJO 1 BOTTONAIO 2 BRACCIANTE 1 BRIGADIERE FINANZA 1 BRONZISTA 3 BRUMISTA 1 BUGANDAIO 7 CAFFETTIERE 2 CALDERAIO 5 CALZOLAIO 33 CAMERIERE 8 CANEGGIATORE 1 CANTINIERE 5 CANTONIERE 1 CAPO FABBRICA 1 CAPOMASTRO 4 CAPPELLAIO 2 CARETTIERE 11 CARRADORE 10 CARTOLAIO 3 CASARO 5 CASSIERE 1 CAVADORE 1 CAVALLANTE 3 CEMENTATORE 1 CHIMICO 2 CHINCALLIERE AMBULANTE 1 CIVILE 1 COCCHIERE 21 COCCHIERE S.A.O. 2 COCCHIERE TRAMVIA 1 COLORITORE 1 COLORITORE IN CARTA 1 COMMERCIANTE 8 COMMESSO 11 COMMESSO CONTABILE 1 COMMESSO DI COMMERCIO 1 COMMESSO VIAGGIATORE 1 COMPOSITORE 1 CONCIATORE DI PELLI 1 CONDUCENTE VETTURE 1 CONDUTT.TRAM.INTERPROVINC 1 CONDUTTORE 3 CONDUTTORE TRAMWAY 3 CONFETTURAIO 1 CONTABILE 6 CONTADINO 36 CONTROLLORE 1 COSTRUTTORE IN FERRO 1 CUOCO 5 DECORATORE 2 DEVIATORE FERROVIE 1 DOMENICO 1 DOMESTICO 1 DORATORE 2 DOTTORE 1 DROGHIERE 3 EBANISTA 6 ELETTRICISTA 8 ERBIVENDOLO 1 ERBORAJO 1 ESATTORE 1 ESERCENTE 5 ESERCENTE VETTURE 1 FABBRICATORE DI CAROZZE 1 FABBRO 31 FABBRO FERRAIO 3 FABBRO FUMISTA 1 FACCHINO 36 FACCHINO DI FONDERIA 1 FACCHINO DI STUDIO 1 FACCHINO DI VERZIERE 1 FALEGNAME 37 FAMIGLIO 1 FARMACEUTICO 1 FARMACISTA 3 FATTORINO 30 FATTORINO DI NEGOZIO 1 FATTORINO MEDICINALI 1 FERROVIERE 1 FILARMONICO 1 FITTABILE 3 FONDITORE 14 FONDITORE DI CARATTERI 2 FORIERE MAGGIORE ARTIGLIERIA 1 FORMAGGIAIO 1 FORMISTA 2 FORNACIAIO 1 FORNAJO 4 FOTOGRAFO 1 FRUTTIVENDOLO 5 FUOCHISTA 13 GARZATORE 1 GAZISTA 2 GIARDINIERE 2 GIORNALIERE 4 GIORNALIERO 9 GIROVAGO 1 GOMMAIO 1 GUANTAIO 1 GUARDAFILI TELEGRAFICI 2 GUARDIA DAZIARIA 3 GUARDIA NOTTURNA 1 GUARDIANO 1 GUARDIANO FERROVIARIO 1 IDRAULICO 2 IMBIANCATORE 2 IMPIEGATO 65 IMPIEGATO CIVILE 1 IMPIEGATO COMMERCIALE 1 IMPIEGATO FERROVIARIO 3 IMPIEGATO MUNICIPALE 1 IMPIEGATO OSP.M. 1 IMPIEGATO SOC. ANONIMA 1 IMPIEGATO TRAMVIE 2 IMPRENDITORE 1 IMPRESARIO TEATRALE 1 IMPRESSORE IN ORO 1 INBRONZATORE 1 INCISORE 1 INCISORE LITOGRAFO 1 INDORATORE 1 INDUSTR. LITTOGRAFICO 1 INDUSTRIALE 5 INFERMIERE 6 INGEGNERE 1 INSEGNANTE 1 INSERVIENTE 4 INSERVIENTE MUNICIPALE 1 INSERVIENTE OSPEDALIERO 1 INTAGLIATORE 5 INVERNICIATORE 6 LATTIVENDOLO 4 LATTONIERE 5 LAVANDAIO 14 LAVORANTE CARTONAGGI 1 LAVORANTE IN BASTONI 1 LAVORANTE IN CARTA 1 LAVORANTE IN CARTONAGGI 1 LAVORANTE IN GOMMA 1 LAVORANTE IN OSTIE 1 LAVORANTE IN VETRI 2 LAVORANTE IN GOMMA 1 LEGATORE IN LIBRI 5 LIOTTISTA 1 LISCIAPIETRE 1 LITOGRAFO 13 MACCHINISTA 6 MACCHINISTA IDRAULICO 1 MACELLAIO 8 MAESTRO 1 MAGAZZINIERE 5 MALGHESE 1 MANISCALCO 4 MANUALE 9 MANUALE FERROVIARIO 1 MANUALE TRAMVAY 1 MARMORINO 2 MATERASSAJO 2 MECCANICO 27 MECCANICO ELETTRICISTA 1 MEDICO 1 MERCANTE 3 MODELLISTA 2 MOLATORE 1 MUGNAIO 3 MURATORE 29 MUSICANTE 2 MUSICANTE MILITARE 1 NEGOZIANTE 10 NEGOZIANTE FORMAGGIO 2 NEGOZIANTE VERDURA 1 OMBRELLAJO 1 OPERAIO 6 OPERAIO FERROVIARIO 2 OREFICE 5 OROLOGIAIO 5 ORTICOLTORE 12 ORTOLANO 11 ORTOPEDICO 1 OSTE 14 PANETTIERE 4 PARRUCCHIERE 11 PASTAIO 2 PASTICCIERE 1 PELATTIERE 6 PELLETAIO 1 PELLETTIERE 3 PELLICCIAIO 1 PENSIONATO 1 PESCATORE 1 PITTORE 4 PIZZICAGNOLO 2 POLITORE CRISTALLO 1 POLLIVENDOLO 2 PORTALETTERE 1 PORTIERE 1 PORTINAIO 1 POSSIDENTE 6 PRESTINAIO 17 PROFESSORE DI MUSICA 1 PROFUMIERE 1 PUBBLICISTA 1 RAGIONIERE 9 RAGIONIERE PROFESSIONISTA 1 RAMIERE 1 RAPPRESENT. DI COMMERCIO 1 RAPPRESENTANTE 2 REGIO IMPIEGATO 1 REGIO PENSIONATO 1 RIGATORE 2 SALARIATO MUNICIPALE 2 SALSAMENTARIO 2 SALTIMBANCO 1 SALUMIERE 5 SAPONIERE 1 SARTO 12 SCALPELLINO 4 SCATOLAIO 1 SCRIVANO 1 SCULTORE 1 SEGRETARIO BANCA 1 SELLAIO 3 SERVIENTE 1 SORVEGLIANTE MUNICIPALE 1 SOSTRAIO 1 SPAZZINO 2 SPAZZINO MUNICIPALE 1 SPEDIZIONIERE 1 STALLAIO 1 STALLIERE 4 STAMPATORE 1 STEREOTIPISTA 2 STOVIGLIAJO 1 STRACCHINAIO 1 SUONATORE 1 SUONATORE AMBULANTE 1 TABACCHIERE 2 TAGLIATORE 2 TAGLIATORE IN PELLE 1 TAPEZZIERE 8 TAPPEZZIERE STOFFA 1 TECNICO 1 TELEGRAFISTA 3 TESSITORE 9 TINTORE 24 TIPOGRAFO 24 TORNITORE 5 TRANCIATORE BUSTI 1 UFFICIALE 1 UFFICIALE ESERCITO 2 VENDITORE AMBULANTE 1 VENDITORE DI FORMAGGIO 1 VENDITORE STOVIGLIE 1 VERNICIATORE 4 VETRAIO 8 VETTURALE 1 VIAGGIATORE 1 VIAGGIATORE COMMERCIO 5 VIGILE URBANO 1 ZOCCOLAJO 2 

cronache di un tempo

 

All'inizio del secolo scorso la stampa "laica" ricordava la nascita della nuova chiesa che allora sorgeva nella prima periferia con il precipuo scopo di servire una comunità che nel volgere di pochi anni dai 16-18.000 abitanti degli anni 1880-90 era quasi triplicata

Il secolo fine 1902 anno1902 Secolo Secolo anno 1902

abbiamo una stella

 

Forse non lo sapevate che:

In occasione del primo centenario della chiesa (1996) l'International Star Registry ha registrato la stella Lynx R 407 h15m 28.02.s D58°26'34.728" con il nome di Santa Maria del Suffragio. Questa stella d'ora in poi sarà conosciuta con questo nome, che è registrato permanentemente nel registro del Cielo in Svizzera e anche nell'Ufficio dei Diritti d'Autore degli Stati Uniti.
Agli appassionati il compito di cercarla ...

i parroci del primo secolo

 

Cliccare sui singoli nomi per accedere alle brevi biografie

1 Novembre 1896 / 22 Maggio 1912   don Giovanni Riva

28 Maggio 1912 Vicario Padre Brovelli degli Oblati di Affori
 
14 Luglio 1912 / 22 Giugno 1923   don Oreste Brovelli
 
nominato Vicario Spirituale don Ludovico Caminada
 
5 Ottobre 1924 / 23 Maggio 1930   don Giacinto Tredici
 
7 Dicembre 1930 / 6 Giugno 1959   don Angelo Portaluppi
 
4 Ottobre 1959 / 5 Agosto 1980   mons. Andrea Ghetti
 
nominato Vicario don Vittorio Croci degli Oblati di Rho
 
Giugno 1981 /11 Giugno 1983   don. Marco Ferrari
 
9 Ottobre 1983 / 15 Settembre 1994   don Erminio de Scalzi
 
30 Ottobre 1994 / 24 settembre 2009   don Mirko Bellora
 

origini

La storia di S.M. del Suffragio

 

la nostra chiesa parrocchiale

scegli fra:       Le origini nel 1577   (  Vedi qui sotto)        oppure          La chiesa odierna


La storia della parrocchia ha inizio nel 1577 al tempo di una pestilenza  (non è quella dei Promessi sposi)  come testimonia il primo libro dei battesimi tuttora conservato (purtroppo in pessime condizioni) nell'archivio parrocchiale.


La storia di S.M. del Suffragio

da San Carlo ai nostri giorni

LE ORIGINI DELLA PARROCCHIA: S.MARIA DI CALVAIRATE

Le origini e la storia della chiesa parrocchiale di S. Maria del Suffragio sono documentate in varie pubblicazioni degli architetti Faruffini e Trolli reperibili presso la Segreteria della parrocchia.

L'attuale chiesa ,consacrata nel 1896, venne edificata in seguito al vertiginoso aumento di popolazione verificatosi nel quartiere a partire dall'epoca dell'unità d'Italia in sostituzione della precedente, troppo piccola e purtroppo ormai distrutta, chiesa di S. Maria in Calvairate che sorgeva nella zona dell'attuale piazzale Martini.  Antica chiesa di S.Maria di CalvairateLa vecchia chiesa sorgeva in una zona rurale e notevolmente più distante dal centro rispetto all'attuale dato che ovviamente lo sviluppo urbano si è addensato subito al di fuori della cinta daziaria delle "Mura spagnole". Quando, in seguito al continuo aumento di popolazione, venne costruita la parrocchiale di S. PioV, nelle adiacenze di piazzale Martini, alla chiesa venne aggiunta la dedicazione anche a S.Maria di Calvairate a ricordo dell'antica parrocchia creata da S.Carlo ed i cui limiti si estendevano in origine fino a Segrate, Monluè e San Donato.


 

Il territorio della parrocchia: vedere le 2 piantine


Nell'archivio parrocchiale si conservano tutti i registri dei battesimi a partire dal 1577 ,anno di fondazione della antica parrocchia fino alla nostra epoca; di questi manoscritti purtroppo il primo volume è in cattivo stato di conservazione e manca del tutto un fascicolo relativo al decennio 1594-1604.

I paragrafi che seguono sono dedicati a questa inedita fonte di notizie che ci lascia intravedere degli sprazzi di vita quotidiana in un sobborgo rurale conservatosi quasi intatto nel "tempo immobile" di molti secoli fino alle soglie del ventesimo.

SUCCINTO RIPASSO DELLA STORIA MILANESE DI QUELL'EPOCA.

Dal volume "storia de MILAN" di Cesare Comoletti ( scritto nel 1927, ristampa del 1990 della Libreria Meravigli Editrice - Vimercate) riprendiamo le pagine 96-108 relative al secolo che segue la morte dell'ultimo Sforza e che vede la nascita della parrocchia:

......Francesco Sforza el se ciappa subit a coeur i orfanèi e l'Ospizi che gh'era adree a nass per merit de Emilian dal Crocefiss je manda in d'on local pussee bèll e pussee comod, in via del Giardin, incoeu via Manzon. E siccome el local l'era vesin a la gesètta de S. Martin, i bagaj ricoveraa hann ciappaa el nomm de Martinin che consèrven ancamò incoeu. S.Girolom l'ha poeu traa insèmma i Padri Somaschi col titol de Servitor di pover orfanèi.
E adèss fèmm on poo de conoscenza coi spagnoeu che per nun, francament parland, l'era mèi pèrdi che trovai. Pensee che sotta quèll so car domini ghe s'hemm staa la bellèzza de centsessantacinqu ann e tutt quèll che bann faa de bèll in quèll temp per Mílan, non l'è staa che sgarbelà a man salva. Per fortuna che in quèll'epoca g'hemm avuu on Carlo Borromeo, se de no in dove andavom a fenì le saveva nanca Pinco.
Mort Francesco Sforza II in del 1535, come hoo già ditt, Antonio de Leyva el ciappa possèss del staat de Milan in nomm de Carlo V e dopo divèrs tentativ e progètt el Ducaa de Milan el passa in di man difinítivament ai spagnoeu. Milan el g'ha pù on princip so, el pèrd ogni influenza politica e,ligaa man e pee, come ona piccola cittadèlla de provincia, el ven traa insèmma al grand Impero Spagnoeu.
El Re de Francia el vedeva de mal oeucc Carlo V come padron de Milan e l'andava adree a insist perchè el Ducaa de Milan el ghe vegnèss daa al so segond fioeu che l'era poeu el Duca d'Orleans e che'l discendeva da Valentina Visconti per via de Claudia soa mader. Ma l'Imperator Carlo V se ne infischia de la sciora Valentina e de la sciora Claudia; el lassa che l'Orleans el discenda da dove el voeur lu, el va adree a toeu in gir el Re di frances, ma el Ducaa de Milan le molla on accident. El Re, che l'ha capii l'antifona e stuff de vèss menaa per el nas, in del 1536 el manda el so esèrcit in Piemont, e 'l s'impadroniss de tutt, fina a la Sesia. Carlo V, vist inscì, el se moeuv lu e el rièss a cascià foeura d'Italia i frances. In quèlla guèrra moeur Antonio de Leyva, e al so post ghe va el marches del Vasto, don Alfonso d'Arolos.
Francesco I el manda duu ambasciator, vun a Venezia e l'alter a Constantínopoli, ma el marches del Vasto mi je fa cíappà su'l Po, vesin a la foce del Tesin, e mi je fa massaerà tucc e duu, per podè andà in possèss di cart che avarien dovuu vègh, ma l'è rèstaa scornaa perchè i cart eren già staa spedii prima a la soa destinazion. Quij duu delitt hann faa andà in bèstia, e cont reson, el Re de Francia che, cont el so esèrcit, comandaa da Francesch Borbon cont d'Enguien, el ghe dà ona bona pèttenada a l'esèrcit Imperial comandaa dal stèss marches del Vasto, a Cerisola, el quattordes April 1544. Cèrt el Borbon l'avaria invas anca el Milanes se la paas de Crespy l'avèss minga impost la fin di ostilitaa.
In quèll trattaa, era staa stabilii che l'Imperator el gh'avaria daa per miee al Duca d'Orleans o la soa tosa Maria cont la dota de la Fiandra, o la tosa de so fradèll Ferdinand, cont el Ducaa de Milan per dota. El Duca d'Orleans el g'ha minga rispost: quèsta o quèlla per me pari sono, ma di dò l'ha scèlt la segonda, minga perchè la fudèss la pussee bèlla, ma perchè la ghe portava, come se dis, el Ducaa de Milan in del scossaa. Ma el matrimoni el s'è poeu minga effettuaa, per la semplice reson che al Duca d'Orleans ghe vegnuu in ment de morì quasi subit, malgrado el fuss giovanissim.
L'imperator allora l'ha pensaa ben de invèstì subit del Ducaa de Milan el so fioeu don Filípp.
Intanta, al vundes de Marz del 1544, nass a Sorrento Torquato Tasso.
Moeur, in del Marz del 1546, a Vigeven, el Marches del Vasto, per lassagh el post a don Ferrante Gonzaga e cont lu, se Dio voeur, g'hemm a che fa cont on galantomm!
L'è a lu che Milan el ghe dev i bastion che in part se veden ancamò incoeu e che hann unii a la cittaa tutt i borgh, perchè come savii, la cinta de Milan, quand l'hann slargada per la segonda volta, l'andava domà fina al navilli. Quand el Gonzaga el doveva ricev in Milan el princip don Filipp, l'ha daa ordin de mètt la cittaa in condizion de podè ricevel ben e Filipp, per riconoscenza vèrs i milanes per tucc i attenzion e gentilèzz che ghe usaven, el vorreva regalagh la... Santa Inquisizion.
I milanes s'hinn oppost in d'ona manera inscì energica che Filipp l'ha miss la bèrta in sen... e se n'è parlaa pù. Non mancava propi che la Santa Inquisizion, per completà l'Opera!
El Gonzaga l'aveva faa sgrandì la Piazza del Domm fasend sbatt giò la gesa vèggia de S. Tecla estiva e sbatt giò tanti poggioeu de lègn e cèrti tècc che faseven schivi. Quaivun vorreva sbatt giò anca i Colonn de S. Lorenz, ma el Gonzaga l'ha minga vorruu assolutament.
Appèna che Don Filipp el lassa Milan, per andà a Bruxelles a trovà so pader, el Gonzaga cont la soa brava truppa el va per assaltà Parma e per strada el comencia a impadroniss de Brescèll e Colorno. Intanta ven tragicament mazzaa el Duca Pier Luigi Farnese, nevod del Papa Paolo III, el qual vedend, dopo la mort de so nevod, che i Imperiaj aveven occupaa Piacenza, el fa Lega cont Enrico II che l'era el successor, in del reamm de Francia, de Francesch I. Ma el Papa Giulio III che l'era succeduu a Paol III, el se dichiara nemis del Re de Francia e el se uniss a l'Imperator. Inscì tacchen ona guèrra tal, che per l'Imperator l'è stada on ver disaster.
Ven ciamaa da la Toscana el famoso Gian Giacomo de' Medici, marches de Marignano, incoeu Melegnan, per mèttel a la tésta de l'esèrcit, ma anca a lu ghe ven la malinconica idea de andà al mond de là e nissun è staa bon de fagh cambià parer, tant è vera che'l moeur el vott de November del 1555. Gian Giacom l'era come hoo già ditt, milanes puro sangue e fioeu de Bernardo de Medici e de Cecilia Serbelloni.
I milanes g'hann faa l'onor de seppelill in Domm, in ona magnifica tomba disegnada da Michelangiol, che la se ved ancamò incoeu e che segond el Vasari la saria stada fada da Leone Aretino che l'ha finida in del 1564 e ghe l'hann pagada 7800 scud d'or. I ses colonn che se ved sarien staa regalaa da Pio IV.
Finalment tutt i potentaa combinen ona tregua a Cambrai. Carlo V el ced el trono al so fioeu Filipp II e lu l'entra in d'on convent in Spagna. Intanta Milan el va adree a abbèllíss. El genoves Tommaso Marino el fa su quèll pò pò de Palazz in prèja che incoeu l'è sede del Monicipi, su disègn de l'architètt Galeazzo Alessi da Perugia. In del 1564 el Re de Francia l'ordina che l'ann l'abbia de comencià al primm de Gennar e pù a Pasqua.
In l'istèss ann nass, a Pisa, Galileo Calilei e propi el desdott de Febbrar che l'è el dì che moeur Michelangiol. A stoo mond l'è inscì, chii va e chii ven.
Ecco che finalment compar ona figura luminosa: Carlo Borromeo.
El Papa Pio IV, che non l'era che'l milanes Giovanni Angelo de' Medici, fradèll del gran capitani Gian Giacom, el podeva minga cèrt fagh on regall miglior al so Milan de quèll de dagh come Arcivèscov Carlo Borromeo. El gh'aveva vintises ann quand l'ha ciappaa el governo de la diocesi al vintises Settember del 1565.
Appèna Carlo Borromeo l'è staa faa Arcivèscov de Milan, l'ha voltaa subit indree i manegh, come disom nun in bon milanes, incominciand a rugagh denter in del famoso Ordin degli Umiliati che l'andava vèrs la corruzion, e l'ha pensaa ben de riformall de sana pianta. Se pò immaginass el vèspee che hann traa in pee, vedendes costrètt, d'ora innanz, a fa la vera vita monastica. Dopo di paroll hinn passaa ai fatti e quatter religios Umiliati, hann cercaa de fagh la pèll e vun de lor, on cèrto Farina, vèrs la voeuna de nott el se porta a l'entrada de la Capèlla davanti a la qual el Borromeo l'era adree a pregà, el fa passà la canna del fusill da la filidura de la porta che l'era avèrta, e come nient, el lassa andà el colp!... Per fortuna che la balla la g'ha appèna sfrisaa la pèll!...
L'assassin cont i so complici hinn scappaa, ma hinn poeu staa ciappaa tucc e quatter e g'hann avuu quéll che se meritaven.
Dopo on fatt simil, el Papa Pio V l'ha sopprèss l'ordin degli Umiliati, dandegh al Borromeo la facoltà de adoperà i' minga pocch beni che gh'aveven e lu, subit, l'ha faa fa su el Seminari, l'Orfanotrofio della Stella che, come tucc savii, gh'è denter i Stellinn, e poeu i convent de Santa Marcellina, de Sant Agostino Bianco e de Santa Sofia. E, come se'l fudèss minga assee, l'ha faa fabbricà el Palazz de l'Arcivèscovaa e la Congregazion degli Oblati cont la bèlla gesa de Rho.
Malgrado tutt el gh'aveva di nemis e specialment i canonich!... Ma l'ha savuu ben lu mètti a pan e pèssin come se doveva.
El straordinari concors de gent andada a Roma per el Giubileo l'ann prima, l'ha spantegaa la pèste famosa del 1577 (anno di fondazione della parrocchia di S.Maria di Calvairate). E l'è propi in st'epoca chì che Carlo Borromeo, pussee d'on omm, el par on sant.
Milan l'era diventada squallida perchè per lo men duu tèrz di abitant eren scappaa e l'alter tèrz el s'era intanaa in cà, dove ghe portaven quèll pocch mangià, e per la strada non se sentiva che'l frecass di carr dì mort... e i mort hinn staa dersètt mila.
El Borromeo el se faseva in quatter perchè nissun de quij pover appèstaa avèss de morì senza confort de la religion e nissun dovèss vèss vittima nè de la famm nè de la disperazion. Lu no'l faseva che girà per el Lazzarètt. a ricev i appèstaa. E eren minga bèi riceviment sicur.
Gracil de salut come l'era, i continov strappazz, i grand digiun e i grand penitenz che'1 se imponeva, g'hann troncaa la vita al trii de November del 1584, a domà quarantases ann!
Vintises ann dopo l'è staa canonizzaa da Paolo V che l'ha vorruu che la soa salma la rèstass aì milanes.
E infatti quèlla gran reliquia la riposa, venerada de tucc, in ona capèlla sottèrranea del Domm.
Va, a l'Arcivèscovaa, al post de S. Carlo Borromeo, monscior Gaspare Visconti. Durant la. pèste el Corpo Civico l'aveva faa on voto che l'ha poeu mantegnuu, dandegh ordin a l'architètt Pellegrin de fa su la gesa de S. Sebastian incoeu monument nazional.
Me regordi de avè ditt che i spagnoeu aveven portaa nient de bon. Confèssi de avè sbagliaa, perchè l'è precisamént da la Spagna ch'è vegnuu i fraa ospitalier de l'Ordin Giovanni di Dio e che nun ciamom Fate Bene Fratelli. E de lor, ancamò incoeu, non se pò parlà che cont rispètt e cont grand riconoscenza.
Intanta i governator spagnoeu se succeden, via vun l'alter, che l'è ona bellèzza. El mort Marches d'Aymonte, l'è staa sostituii cont el Duca de Terranova. Dopo de lu è vegnuu Juan Ferdinando de Velasca, ma vun vareva l'alter. Vorrii savè a che ponto l'arrivava l'etichètta e la venerazion che ghe prèstaven? Ben, sentii quésta! Ona sira on pover contadin el ved on paggio el qual, compagnaa da alter quatter, el ghe portava de bev al fioeu del Marches d'Aymonte. A la vista del paggio el se sbatt per tèrra, cont el cappèll in man, el se mètt a piccass el stomegh... come al santus. Quaivun el g'ha domandaa el perchè el se piccass el stomegh a quèlla manera li, e lu el gha rispost: Non volete che io adori ed onori il Signore?
Se capiss, come i spagnoeu, vedend di stupid fina a quèll ponto, me vegnèssen cont i pee su'l coll! Lè vera o no? Se avèss de di che in st'epoca chì gh'è di gran robb de cuntà su che riflètt la storia de Milan, disaria ona bosia.
I spagnoeu trattaven i milanes militarment; per conseguenza gh'era pocch de sta su allegher. Parlèmm poeu minga de quèll che la sciora Cort de Madrid la glie imponeva de pagà. Roba impossibil de cred!... E per compens la mandava a Milan di Governator pien de boria e ignorant 'mè i boeu. L'industria, el commercio, l'agricoltura, tutt era trascuraa. Insomma, quand se dis che i milanes eren tegnuu peg di negher african e che fior de gent s'eren miss a fa l'assassin de mestee come ona profession onorada, me par, s'è ditt tutt.
Milan l'era consciaa de sbatt via. El vizi e la congiura eren a l'ordin del giorno. Gh'era pù nient de sacro e pù nissun gh'aveva paura de la Giustizia che l'andava adree a fa lavorà la forca, la roeuda, i roghi e i tenai che l'era on piesè. L'è propi el caso de di... che gh'era pù de religion. El Governator, Duca d'Ossuna, el robava al gioeugh di miliaia de zecchin ai milanes e, minga assee de quèst, el se métteva in fond del so scalon per podè brascià e basà su i miee e i tosann di so invidaa.
L'era on bèll tipo o no?
I cont Malaspina e Boselli mazzaven la gent che trovaven per la strada per portagli via quèll che gh'aveven indoss, ma hann finii cont el giontagh la tèsta. El marches Annibale Porrone ve'l regali per turpitudin e libertinagg mist a crudeltaa. La principèssa Triulz l'ha faa mazzà in gesa, dai so palafrenier, on pover diavol che'l gh'aveva battuu el so can, e tant lee che i palafrenier se la passen liscia come on oli.
Parlèmm poeu no di bravi i quai gh'era pù nissun che je tegneva. El delitt l'imperava. Basta di che al procèss sta faa a Battista Scorlino e compagn, è saltaa foeura che vun sol de quij masnadier el gh'aveva su la coscienza la bellèzza de tresent omicidi... e dico poco.
In del 1595 ven faa Arcivèscov de Milan Federico Borromeo cusin de S. Carlo. On cusin dègn de tanto cusin per la soa gran bontaa. Ma de lu parlarémm pussee avanti.
A romp on poo... diroo la monotonia, è vegnuu el magnifich ingrèss de Margherita d'Austria, sposa a Filippo III, el trenta November del 1598.
El Corpo Civico l'ha faa costruì per l'occasion, da l'architètt Martino Bassi, la Porta Romana che la gh'è ancamò incoeu.
Gh'è andaa incontra a la Regina dusent giovinètt tutt vèstii, a spes de lor, de seda bianca e anca i scarp cren de pèll bianca per non fa, come se dis, on boeucc e on scarpon.
La sposa l'era su 'na specie de portantina bianca, ma lee l'era vèstida in ner, perchè l'era ancamò in lutto per la mort de Fílipp segond. El balducchin, tutt de seda d'argent e ricamaa d'or, l'era portaa dai Dottor del Colleg, vèstii de damasch fodraa de vellù e col capuc d'or! I milanes comenciaven allora a dass a la danza e l'aveven coltivada al ponto che i maèster de ball milanes se trovaven ai Cort de Roma, de Spagna, de Francia, de Savoja, de Polonia, d'Austria, de Lorena e via discorrend. Per conseguenza s'è daa on gran ball anca in onor de la sposa.
In del 1599 se fa di alter fèst per l'entrada a Milan de l'Infanta Isabèlla, sposa a l'Arciduca Albèrt... e stèmm allegher che l'è istèss.
Al Governator, Don Luis de Requesens, è succeduu Don Peder Enriquez de Agevede cont de Fuentes. L'era on villan, a digh el so nomm, el faseva tutt quèll che'l vorreva, al ponto de fa condannà a la galera senza nanca rivolges al Senato. E notee che'l Senato e rappresentava el Re e quand gh'era de inoltrà ona quai supplica la se intèstava a « Maestà Vostra » oppur « Potentissimo Re ». Ma lu se ne infischiava del mondo intero. E poeu el gh'aveva on alter bèll sistèma, quèll de dagh minga la paga ai impiegaa, e a quèi che ghe le dava, l'era... a títol de grazia. Robb adrittura che paren nanca vera, ecco!
L'era poeu talment pocch ambizios, che'l vorreva lassà quaicossa a Milan che le ricordass in vita etèrna amen, e gh'è vegnuu in ment de fa el navili de Pavia. ome idea l'era minga cèrt de sbatt via e subit i ingegnee Francèsch Romussi, Lissander Bisnati e Gabrio Busca s'hinn mèttuu adree, seguend i concètt del valentissim ingegnee Meda, ma se andava avanti a pass de formiga. Prima è cominciaa a tardà a venì i palanch, poeu hinn vegnuu pù del tutt, e siccome a chii lavora se pò minga dagh i did in di oeucc, el grand navilli, da Milan a Pavia, el s'è fermaa... a la Conca Fallada. Ma lu, el loder, che'1 vorreva la gloria a tutt i costi, el gh'avuu el coragg de mètt on'iscrizion che la diseva:
« Con questa insigne opera le acque dei laghi Maggiore e di Como fin qui condotte, furono immesse nel Ticino e nel Po, fiumi irrigatorii e navigabili, onde ampliare con la facilità delle comunicazioni e del commercio la feracità e l'abbondanza dei campi, l'industria degli artefici e la ricchezza pubblica e privata ».
Ghe voeur ona bèlla tolla o no?!... Ma se gh'era scavaa trè mia dal Laghètt a la Conca Fallada... che acqua l'era che'l mandava in del Tesin e in del Po?!...
In desnoeuv ann g'hemm avuu. chì sètt Governator e in general... eren de ciappà vun per batt l'alter.
El Mendozza l'era minga el diavol, ma el Don Pedro de Toledo el gh'aveva, cont tanti alter bèi robb, quèll de vègh on cèrto numer de soldaa e pagai no, lassand però che se impattassen ruband a man salva tutt quèll che gh'aveven a portada de man.
El Duca de Feria inveci l'aveva proibii l'esportazion di arma, dandegh inscì el colp de grazia ai officinn de Milan e Pavia.
Ma me n'hann faa del... gran ben i spagnoeu!
Come hoo già ditt, se on Governator el varreva pocch... l'alter men ancamò.
Intanta regnava in tucc la pussee grassa ignoranza e la superstizion fina al massimo grado. El Senato de Milan, de sta barbara ignoranza, ne dà ona magnifica proeuva, disend che mosso a compassìon per la frequenza di striozz e tanti alter robb infernai che infèstava la cittaa... e relativ paesi circonvicini, el fa condannà a mort ona cèrta Caterina Medici... colpevol devèss « una femmina impurissima, stria e fattucchiera funestissima, avvelenatrice inumanissima » che da quattordés ann la s'era dada al diavol e cont lu la frequentava l'inferno, che la gh'aveva relazion cont tucc i demoni, che je adorava e che cont lor la mangiava e la ballava!
El Senaa la consegna a l'Inquisizion e l'inquisitor la riconsegna al Capitani de Giustizia e per so ordin, ornada de figur diábolich, la ven portada al patibol su on carr e strada facendo, tant per tegnilla su viscora, la tormenten coi tenaj de foeugh e per ultim poeu la brusen. Notee che sta povera disgraziada l'era la cameriera del senator Melzi che i dottor, essend minga staa bon de guarill d'on dolor che'l gh'aveva al stomegh, aveven dichiaraa che l'era striaa de lee e che sotta ai cossin aveven trovaa di pènn intrecciaa insèmma a di tocchèi de lègn che dal prevost de S. Giovann Lateran eren staa giudicaa roba de stregoneria diabolica. La cameriera l'era stada anca esaminada dal prevost stèss che l'aveva fada distend per tèrra e dopo vègh mèttuu on pee su'l coll, el gh' avea vist di maggètt negher su la s'cièna e subit i ha dichiaraa... impront del diavol.
Ma minga assee del Senaa e del prevost, gh'era anca on cèrto Vacallo che'l se diseva anca lu striaa da quèlla donna perchè l'era, de lee, innamoraa come on gatt sorian!
Che temp magnifich... quèll di spagnoeu!... E che santi minister di Dio... che gh'era!
In mèzz a tutt stoo luridumm, per fortuna, g'hemm avuu on Federico Borromeo che in di so trentases ann de arcivèscovaa l'ha faa tanto ma tanto ben a Milan.
Intanta ghe devom a lu l'Ambrosiana, che l'è ona biblioteca de fagh tant de cappèll perchè oltre ai manoscritt rarissim e oper de gran valor raccolt in tutt i part del mond e avègh assegnaa ona dote a la biblioteca, el gh'aveva taccaa on colleg de Dottor, on moseo de storia natural, on'accademia de belle arti e ona tipografia. Sta gran Biblioteca, costruida in ses ann, da l'architètt Manzone, l'è stada avèrta al pubblich in del 1609.
Federico Borromeo l'avaria poduu mèttegh el so nomm che'l saria anca staa ben mèss, ma modèst come l'era el g'ha mèttuu quèll del Sant titolar de la gesa de Milan e cioè S. Ambroeus... ciamandola Ambrosiana.
A lu ghe devom anca la gesa de S. Giusèpp, in la via che la portava l'istèss nomm, incoeu battezzada via Giuseppe Verdi... ma che on quai milanes le ciama... via S. Giuseppe Verdi!
Federico Borromeo l'ha faa ricostruì la gesa de S. Steven, l'ha istituii el convent dei Carmelitani Scalzi e quèll de Filippo Neri. E va minga dimenticaa la bèllissima e ricca gesa de S. Alessander cont i scoeul Arcimboldi, anca per i mèzzi che ghe vegneva da Monscior Arcimboldi, cerich de camera del Papa Clement VIII. Ghe devom anca Santa Maria Podon e anca part di Portegh de l'Ospedal Maggior, arricchii dal Giampeder Carcan, el fondator d'on convent de vergin che ghe diseven i Carcaninn.
El saria poeu on mal a dimenticà cèrti dottor de l'Ambrosiana come l'Antoni Gigeo e Paolo Frìsi.
Fra i artista, semper de l'Ambrosiana, bìsogna regordà Giovanti Battista Crespi, de soranomm Cerano, che l'è poeu quèll che ha faa el San Carlon d'Arona alt trentases brazza, e l'Andrea Biffi che l'ha scolpii la gran statoa de Filipp segond, destinada in del 1796 avèss trasformada in Bruto e devèss trada a tocch poeu in del 1800 da la plebaja milanesa e spantegada in mézz ai immondizi.
Eppur el Borromeo se'l gh'aveva de lottà cont quaighedun... l'era coi pret.
- Oeuh, dèss!... Cont i pret?
- Propi cont lor!...
Figureves che pretendeven de vèss esoneraa de tutt i gabèll, de tutt i tass e che vègnessen faa pagaa tucc dai laici. Eren de cattà o no?
_ Alter che de cattà!... L'era ona presunzion de salvass senza merit!
- Ecco... ma malgrado quèst, i sciori pret, tegneven dur e se refudaven de impartì i sacrament e intanta eren continov discordi.
El Governator, Duca di Feria, l'ha portaa la roba davanti al Senaa che l'ha mandaa subit a Roma Giambattista Visconti. El va el Viscont a Roma, ma on poo la Cort Pontificia, on poo i intrigh del Nunzio Apostolich de Madrid... fatto sta che hann conclus on bèll nagotta!
Intanta in mèzz a tucc stii bèi robb è tornaa, duu terribil flagèi... la pèste e la carestia. La poveraja milanesa, ridotta a viv d'èrba, la se mètt a sacchèggia i prestin. La sbatt giò la cà del vicari di provvigion e la tenta de coppall! Ma subit, per mezzo del Borromeo, la ven provveduda de gran e raccolta in del Lazzarètt e in l'Ospedal de la Stèlla. Ma la plebe la voeur minga sta sarada su... e la se sbanda propi in del moment che i soldaa imperiaj vegneven in Italia per la guèrra de Mantova. Siccome per lor a vegnì in Italia l'era come anda a trovà la baila, se capiss che podeven minga vegnì giù cont i man voeuj!... e difatti m'hann portaa... la pèste. I milanes, ditta molto in confidenza, avarien preferii on quaicossa de mèi... ma se sa... che a cavall donato... se ghe guarda minga in bocca... e dopo tutt lor m'hann portaa giò... tutt quèll che podeven.
La pèste spantegada a pocch a pocch, l'è poeu s'cioppada spaventosament in del Marz del 1630, al ponto che quèlla che gh'avevom avuu cinquantaquattr'ann prima, l'era nient in so confront.
Podii immaginass cont on Governo e on Senaa che vareven on figh, i alter autoritaa che varreven ona svérza e la popolazion diventada come inebetida e matta... Milan l'era de paragonass a on gran foppon!
Se stabiliss de ritirà tucc i appèstaa in del Lazzarètt dandegh el governo a on cappuccin; ma anca lu, pover diavol, el gh'aveva minga tant de sta su allegher. [Vedere in proposito l'articolo sui fratelli Bellintani, ne "il museo dei frati Cappuccini in via Kramer", nella sezione delle "Notizie culturali"]
Sigura de no, perchè in del Lazzarètt gh'era domà... quattordes mila appèstaa, dei quai ne moriva, in media, la bellezza de noeuvcent al dì... e scusee s'eren pocch! Hann poeu pensaa de fa' su di alter Lazzarètt provvisori.
Durant el temp che la pèste l'andava adree a ciappà pee e fa vittim a la pù bèlla, e notee che l'è durada duu ann fasend 140.000 mórt, aveven traa attorna la vos che l'epidemia l'era causada da cèrti inguent e cèrti onzion venefich!
Se pò vèss pussee ignorant d'inscì?
Ma se quèi che casciaven attorna di robb simil eren bèsti, pussee bèsti ancamò eren quèi che ghe credeven... e che condannaven gìò senza remission.
Ve basta di che l'opinion la s'era poeu radicada del tutt anca per on dispace del Re Filippo IV, col qual l'avvertiva el Governator de Milan de tegnì i oeucc avèrt, perchè da Madrid era scappaa cèrti omen che gh'aveven di inguent pèstifer.
Se quèll pover Re l'era inscì ignorant de cred a di robb simil, el Tribunal de a Sanità de Milan, l'era pussee stupid ancamò... parola d'onor!
Appèna ricevuu el dispacc, el Governator l'ha pubblicaa on decrètt che'l diseva: « Che avendo alcuni scellerati ardito di ungere molte porte delle case, diversi catenacci di esse e gran parte dei muri con unzioni, parte bianche e parte gialle e dubitandosi che tali unzioni sieno state fatte per aumentar la peste che va serpendo, si prometteva un premio di dugento scudi e l'impunità a chi avesse denunzìato i rèi ». Podii immaginaff come a tucc ghe faseven gola i dusent scud! Gh'è de quèi che comencia a dì de avè veduti nientemen che'1 Commissari stess de la Sanitaa a onsciscià port e cadenazz.
Subit se arrèsta el Commissari, on cèrto Guglielmo Piazza, e senza di nè vun nè duu, el mètten a la tortura. Cont quèi argoment lì se schèrza on accident, e tant per fa cèssà el torment el dis che l'inguent ghe l'aveva daa el barbee Gian Giacom Mora... che, pover diavol, ne saveva... come ne saveva el Piazza.
La nanca fenii de pronuncià el nomm che subit vann a arrèstall insèmma a di alter creduu so complic e vègnen dichiaraa colpevol d'on delitt... ridicol.
La Santa Inquisizion, soo propi no perchè la ciamassen Santa, come se la lavorass a cottim, l'andava adree a torturà el Piazza e el Mora i quai, martirizzaa, per mètt fin ai torment, se accusaven vun cont l'alter, inventand robb de l'alter mond... e hann fenii col confèssà quasi de vèss colpevol d'on delitt impossibil e che aveven mai commèss. La Santissima Inquisizion, persuasa ch'eren staa lor a onsciscià port e cadenazz, dopo on poo de tregua, la ciappa quij duu pover disgraziaa, je mètt su on carr e je porta al patibol.
El Piazza e el Mora durant la strada proeuven tutt i tortur: i tenaj rovent, la roeuda che ghe romp i oss, el taj de la man dèstra propi davanti a la bottega del pover Mora barbee. Dopo i intreccen insèmma bèi e viv e i tègnen alzaa de tèrra per ses or e dopo pensen ben de scannai. Ma l'è minga nancamò finida, perchè dopo scannaa, hann decis de brusai e de sbatt la sènner in del navilli.
La cà del Mora la ven demolida e a l'istèss post è staa innalzaa ona colonna 'ciamada « La colonna infame » cont l'assoluta proibizion de fabbricà ancamò di cà in quèll sit. La cà del pover Mora l'era quèlla che faseva cantonada a sinistra dal sbocch de via Vedra guardand el Cors de Porta Cines. La Colonna l'è stada sbattuda giò in del 1778 a la sordina.
Quèlla Colonna inveci de tramandà ai posteri... l'infamia del Mora e del Piazza, l'ha tramandaa quèlla del fanatismo de la plebe e de l'ignoranza in toga. Traa giò la Colonna, s'è rifabbricaa la cà e de la creduda infamia gh'è rèstaa pù nanca l'ombra. Del pover Mora è rimast la contrada a lu dedicada, propi lì in faccia a la Vedra e che la va da Porta Cines a via Cesare Correnti, ona volta San Simon.
Hinn minga pocch i milanes che inveci de ciamalla via Gian Gíacom Mora la ciamen via... Sant Giacom Mora. E g'hann minga tort perchè de vèss santificaa el meritaria.
Stii bèi robb succedeven sotta la cappa del ciel in del 1630.
In del 1631 propí el vintun Settember, moeur l'Arcivèscov Federico Borromeo che'l ven seppèllii in Domm in la tomba che se ved ancamò incoeu taccaa l'altar de la Madonna de l'Alber.
I milanes hann piangiuu tucc i so lagrim... come aveven píangiuu S. Carlo Borromeo. Duu esempi de caritaa e de bontaa che hinn onor e gloria de Milan.
Nè devom dimenticà i duu dottor che curand minga la propria vita, disprèzzand el pericol e sfidand la mort, eren semper al lètt di ammalaa e di moribond, in di cà, in mèzz a la strada, in di Lazzarètt e stii duu dottor, dègn de tutta l'ammirazion d'on popol, rispondeven al nomm de Francesco Bossi e Lodovico Settala che, a l'or di sciori, preferiven la benedizion di pover.
Dopo la mort de Federico Borromeo è staa faa Arcivèscov Cesare Monti che l'ha istituii el Seminari de Monza e l'ha lassaa di magnifich quader a l'Arcivèscovaa.
A proposit, mi v'hoo daa Federico Borromeo come cusin de Carlo Borromeo, menter inveci gh'è tanti che disen che l'era nevod. Mi però sont staa cont la maggioranza che la voeur cusin.
In del 1652 è nominaa Arcivèscov de Milan Alfonso Litta e mort lu ha ciappaa el so post, in del 1681, Federico Visconti. Mort el Viscont va Arcivèscov, in del 1693, Federico Caccia, che dopo ses ann el moeur per podè lassagh el post a Giuseppe Archinto in del 1699.
El Governo di Spagnoeu per Milan l'è staa on ver castigh di Dio e tutt perchè eren ignorant come gabb e superstizios, come del rèst avii veduu, in modo incredibil.
Quèll de avè trascuraa l'agricoltura, l'industria e el commercio che hínn la vita d'ona nazion, se pò ben immaginà in che condizion el podeva trovass stoo pover Milan che allora, come incoeu, l'è semper la barca di mincion.
La popolazion, che dusent ann prima l'era pussee de trejent mila abitant, in del 1640, on poo per la carestia e on poo per la pèste, la s'era ridotta a nanca cent mila!
L'esèrcit spagnoeu l'andava adree a fa guèrr e i pover milanes doveven pagà i spes. L'era comoda, èh?
Ma pazienza avèssen avuu de veng!
Lor ciappaven su stangad sora stangad... e nun pagavom el cunt. .....


CONSIDERAZIONI SUL PERIODO DELLA FONDAZIONE

L'erezione in Parrocchia della chiesa di Calvairate avviene in un periodo particolarmente denso di eventi di rilievo di cui però non si trova esplicita traccia nel libro a noi rimasto dei battesimi.
La condizione umana era in tutta Europa nel tardo XVI secolo difficile e triste; il maggior problema per la maggior parte della popolazione era di sopravvivenza in un mondo ostile chiuso nella rigidità di un sistema economico incapace di produrre oltre una limitata quantità di alimenti e di beni fabbricati manualmente o con poche semplici macchine . Il XVI secolo aveva visto un aumento, con il ritorno ai livelli dei secoli precedenti,della popolazione che era stata falcidiata,in Europa, dalle pestilenze scoppiate dal 1350 in poi e che avevano sterminato un terzo delle popolazioni Europee. Purtroppo virulente esplosioni di peste riprendevano a falcidiare le popolazioni ed a Milano in particolare si ricordi anche la peste scoppiata nel 1576. Malgrado questo si calcola che la popolazione in Italia fosse quasi raddoppiata fra il 1400 ed il 1600 passando da 7 a 13 milioni di abitanti con conseguente richiesta di cibo, specialmente cereali il cui prezzo arrivò fino a quadruplicarsi. In Italia era notevole in quel tempo il fenomeno dell'inurbamento (con ben 30 città con popolazione superiore alle 10.000 anime) ma ciò nondimeno il 90% della popolazione viveva nelle aree rurali quale era sicuramente Calvairate. Il periodo storico e la vicinanza alla città farebbero pensare che questa zona fosse fra le prime a risentire di una economia agricola capitalistica più avanzata e più produttiva rispetto a quella feudale ma, in contrasto con queste favorevoli premesse, la fine del secolo vide nell'ultimo decennio una recrudescenza della miseria. Non disponendo di notizie sulla popolazione e sulla sua distribuzione si potrebbe ritenere che i tassi di natalità e di mortalità dell'epoca fossero pressochè equivalenti per cui sapendo che in Europa a quel tempo la mortalità era tre volte superiore a quella dei nostri anni cinquanta si può ragionevolmente stimare in un 4% il tasso di natalità il che porterebbe a stimare in circa 1500 persone la consistenza della parrocchia all'epoca della sua fondazione.

Il concilio di Trento
La ns parrocchia venne fondata in piena controriforma da San Carlo Borromeo che, come segretario, aveva dato vigoroso impulso ai lavori della terza convocazione (1562-63) del concilio tridentino e ne aveva messo in cantiere le successive direttive dal Catechismo Romano (1566) alla fondazione di nuove parrocchie che il Concilio aveva indicato come punto centrale di vita cristiana, dalla fondazione di nuovi seminari all'assistenza dei poveri e dei malati (peste del 1576-78).
Purtroppo poco trapela dal registro dei battesimi rimastoci su quelle che saranno state le doti umane e pastorali del primo curato.
Il solo dato certo è che esso è redatto in italiano senza ricorso a formule latine e che appare più accurato (forse con qualche accento più umano) di quanto non sia poi stato scritto da qualche successore. La grafia è discreta ma non da letterato ed in qualche giorno anche alterata (freddo, poca luce o malattia ?). L'impressione che si ricava da queste poche pagine è di rivivere un'atmosfera da tempo immobile come ne “L'albero degli zoccoli”; d'altra parte come potremo vedere più avanti i toponimi più ricorrenti sono quelli delle cascine della zona e gli stessi nomi passeranno inalterati nei secoli successivi sino alla fine dell'ottocento quando inizia l'esplosione urbana.

Il calendario gregoriano
La riforma del calendario giuliano avvenne nel 1582 sotto il pontificato di Gregorio XIII quindi nei primi anni di esistenza della parrocchia di Calvairate. La bolla papale intesa a riportare,secondo i suggerimenti dell'astronomo Luigi Lilio, la data dell'equinozio d'inverno al 21 marzo fu promulgata nel marzo 1582 e la modalità d'attuazione stabiliva che il giorno successivo alla festa di S. Francesco (5 ottobre) avrebbe dovuto diventare, per quell'anno, il 15 ottobre. Purtroppo il caso ha voluto che non vi fosse nessun battesimo per tutto il mese di ottobre di quell'anno e quindi non abbiamo nessuna menzione diretta dell'evento.

La crisi del XVII secolo
Il precedente progresso economico si era fermato negli ultimi anni del secolo e negli anni attorno al 1585 apparvero segni di recessione e di carestia (la diffusione della patata in Europa avviene solo nel secolo XVIII), ricomparvero focolari di peste nei primi decenni del 600 (La peste manzoniana degli anni 1630-31 ridusse alla metà la popolazione di Milano) e tutta l'Europa venne devastata e immiserita dalle guerre. Come conseguenza nel periodo attorno al 1610 iniziò il declino delle produzioni agricole ed industriali che si protrasse fin oltre la metà del secolo in tutta l'Italia ma, dicono gli storici, con minori effetti in Lombardia che fu la sola regione a contrastare il depauperamento con il decentramento della produzione industriale (lana e seta). Gli effetti disastrosi della guerra dei trent'anni provocarono in Germania una perdita di oltre 5 milioni di persone su un totale di 20 e simili furono le ecatombi anche negli altri paesi talchè l'Europa stremata crebbe molto lentamente fino ai primi dell'800. Si calcola che l'incremento di popolazione sia stato in due secoli (fine 500 – fine 700) da 20 a 27 milioni in Francia da 7 a 9 in Spagna e da 13 a 17 in Italia.
Nel microcosmo di Calvairate i grandi eventi si traducono in un numero di nascite che dalla iniziale sessantina del 1578 scende ad una quarantina attorno all'inizio del secolo successivo per risalire poi con andamento altalenante ad una media di 60-65 verso gli anni 40 per poi decrescere e tornare sugli stessi valori attorno al 1685 e rimanerci fino al 1725 circa. Il periodo successivo vede una tendenziale diminuzione di nascite (si può infatti supporre che all'epoca non ci fossero nascite fuori della parrocchia di residenza e che tutti i nati siano stati battezzati e registrati sui libri a noi tramandati) che scende ad una media di una cinquantina per gli anni fino al 1780 circa.
Gli storici assegnano una importanza fondamentale per lo sviluppo dell'Europa al periodo fra il 1780 ed il 1849 per l'accrescimento delle capacità produttive e per lo sviluppo delle scienze e della tecnica. Come conseguenza si ebbe uno sviluppo demografico imponente con un aumento fra il 50 ed il 100% della popolazione nell' Europa occidentale. La rivoluzione industriale si fece sentire sicuramente di più nelle città aumentando velocemente il fenomenno dell'urbanesimo. La vita nelle comunità rurali, quali Calvairate, continuò a scorrere con ritmi più tranquilli e probilmente le uniche innovazioni furono delle tecniche di rotazione agraria più razionali e degli strumenti di lavoro meno rudimentali. Probabilmente vi fu un incremento di popolazione residente anche per un calo di mortalità sia infantile che senile.
Dai registri dei battesimi di Calvairate si riscontra un aumento della nascite a partire dal 1804 quando con andamento oscillante si inizia a salire dalla cinquantina di nascite dell'inizio secolo alla sessantina e oltre fino agli anni 30. A partire da questo periodo si ha un'impennata fino a raggiungere le 100 nascite nel 1851.
Dopo tale data la città esplode ed anche i suoi sobborghi si ingrossano e ne fa fede l'aumento delle nascite che dal centinaio del 1858 sale a 135 nel '68, 227 nel 78 e 457 nel 1888.

S. Maria del Suffragio:
L'incremento di nascite negli anni che vanno dal 1880 (249 battesimi) al 1890 (483 battesimi) spiega eloquentemente quanto fosse necessaria una nuova parrocchia per la nuova popolazione che si andava addensando nelle nuove case sorte nelle vie create fuori dai bastioni. La parrocchia ha appena pubblicato una esauriente monografia dell'arch. Faruffini “Le origini della chiesa di Santa Maria del Suffragio” che illustra magistralmente ogni aspetto (pagg. 33 e seguenti) di questo sviluppo. Sempre nello stesso volume (pag 165) è riportata una tabella con l'indicazione dei dati presunti di abitanti delle Parrocchie di Calvairate e del Suffragio negli ultimi due secoli.


ANNO 1577: EREZIONE IN PARROCCHIA
DI S.MARIA DI CALVAIRATE

La parrocchia nasce fuori dalle mura di Milano nel tardo cinquecento, voluta da San Carlo Borromeo ed affidata al primo parroco don Lazzaro Conti che di sua mano scrive questa introduzione nel primo libro dei battesimi:

Adì 3 Magio 1577
Fia sempre lodato L'ill(ustrissi)mo e R(everendissi)mo mons. Carolo Cardinale Borromeo dil titolo di S.ta prassede Arciuescovo di milano. A me ha fatto gratia della parochiale chiesa di m.a S.ta maria di Caluaiirato construtta nelli Corpi S.ti di porta orientale di milano eretta prima da sua Ill.ma Sig.ria di clericato in par.le et hauendonli sottoposto le Anime quante habitano fori di (b)astioni di milano e quante erano prima sottoposte a S.to Stefano di brolio di milano ... anche di S.to Calimero di fori di porta Roman(a) …

Inizio libro dei battesimi a Calvairate 1577

LA CRONACA DEI BATTESIMI DAL REGISTRO DI S.MARIA IN CALVAIRATE

La prima creatura portata al battesimo nella nuova parrocchia di S. Maria di Calvairate fu, il 30 giugno 1577,una bimba chiamata Anastasia come dalla testuale trascrizione dalla registrazione:

Adi 30 giugno 1577 E stata battezata da me prete Lazaro di Conti Rettore primo della parochiale chiesa di m.a s.ta Maria di Caluayrate s(u i) corpi santi di porta orientale di milano nouamente eretta dall' Ill.mo e R.mo mons.re Car.le S.ta prassede Arciuesc.o di milano et a me fattone gratia una figliola nasciuta adi 29 detto di Ambrosio di Lupi e paolina di Galli sua moglie habitanti nella cassina app.ta La chabella E gli è stato posto nome Anastasia.


Il primo registro del 1577
Originale e trascrizione degli anni 1577-78

Le immagini mostrano quel che è rimasto delle prime 22 pagine del registro dei battesimi, relative al periodo maggio 1577- dicembre 1578, e sono presentate con una trascrizione a fronte a testimonianza di oltre quattro secoli e mezzo di presenza sul territorio.


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