PERCORSI IN PREPARAZIONE AL MATRIMONIO
Nella nostra parrocchia si tengono annualmente tre corsi dedicati ai fidanzati.
Di solito nei mesi di gennaio, maggio e ottobre.
Ciascun corso è composto di otto incontri, ogni lunedì e martedì per quattro settimane, di sera.
I corsi vengono oggi organizzati da tre coppie di riferimento, coordinate e orientate dal parroco, ognuna delle
quali gestisce un corso e ha la responsabilità di organizzare gli incontri.
Il programma del corso, attualmente, prevede una prima serata in cui il parroco, con la coppia guida,
accoglie i fidanzati, presenta il corso e tiene una conversazione sul tema del matrimonio come scelta
d'amore e di fede. Segue una seconda serata in cui solitamente don Stefano parla della presenza di Dio
nella storia d'amore dei fidanzati, commentando scritture bibliche.
Nelle settimane successive sono previsti due incontri che hanno come tema il matrimonio come progetto
di vita e la genitorialità. I relatori sono laici, in particolare coppie.
Vi sono poi due serate in cui i fidanzati vengono suddivisi in modo da formare gruppi di quattro o cinque
coppie per svolgere delle conversazioni con una coppia guida. Nella prima serata il dialogo affronta i
temi delle paure, delle aspettative e delle speranze nei confronti del matrimonio. Durante la seconda
serata si avvia una riflessione orientata a far emergere le motivazioni riguardo la scelta del
matrimonio religioso. In questa serata, inoltre, si invitano i fidanzati a individuare un relatore
per ogni gruppo che, nell'ultimo incontro, esponga all'assemblea, al parroco, a don Stefano e alle
coppie guida, i passaggi del corso che sono sembrati più significativi, ne individui i lati positivi
e negativi, proponga consigli utili al miglioramento del percorso e eventualmente formuli le domande
che sono emerse all'interno del suo stesso gruppo. Questi due incontri, insieme all’ultimo in cui si
tiene l’assemblea generale, sono la parte in cui i partecipanti vengono attivamente coinvolti, e è
anche la parte più importante del corso stesso, che ha come scopo, non quello di insegnare a una coppia
come vivere la vita coniugale, ma quello di dare ai nostri fidanzati la consapevolezza di poter essere
protagonisti della loro vocazione di sposi per lasciare che la presenza di Cristo illumini ogni giorno
il loro matrimonio.
Oltre alle serate descritte ve ne è poi una in cui, da qualche anno, il professor Biscottini,
direttore del museo Diocesano, tiene una interessante conferenza sul tema dell'amore nell'arte e
l'arte di amare. Il professore trae spunto dalla proiezione di alcuni capolavori, per presentare
i principali temi del matrimonio, proponendo anche esperienze della propria vita coniugale, rendendo
così la visione dell’arte profondamente legata alla vita.
La domenica che conclude l'ultima settimana si tiene un ulteriore incontro in cui il parroco spiega
le procedure prematrimoniali e i passaggi della liturgia del sacramento del matrimonio. Dopo l'incontro
si invitano i fidanzati a partecipare alla Messa delle 11.30 nella quale la preghiera della comunità è a
loro dedicata.
Come si può facilmente capire dalla descrizione del programma, vi sono diverse coppie sposate che
collaborano alla buona riuscita dei corsi, sia nel ruolo di relatori, sia come animatori dei gruppi.
In effetti non è cosa di tutti i giorni partecipare ad un corso fidanzati dopo aver trascorso alcuni
(o tanti) anni di matrimonio, in questo caso però l’essere ripetenti è un enorme vantaggio. Se pur
con un altro ruolo, seguire un corso fidanzati dà la possibilità di dedicare del tempo a riflettere
anche e soprattutto sulla propria coppia, su come, nel tempo, si è saputo far emergere nella famiglia
la propria fede, sulle personali difficoltà a mantenere le promesse pronunciate, sulla presenza di Dio
nelle nostre case. Inoltre, partecipare al corso vuol dire frequentare amici, perché via via che si sono
condivise queste esperienze, che si ha collaborato ad un progetto, che ci si è ascoltati gli uni gli altri
nel racconto delle proprie vite, si diventa naturalmente amici.
E così, come succede sempre, nello svolgere questa attività per la comunità, sembra di dare, ma in
realtà si riceve, e molto.
Concludiamo osservando che, nel valutare la composizione degli iscritti ai corsi per i fidanzati si può
avere un’idea di quali saranno le tematiche per la nostra comunità dei prossimi anni. Buona parte di loro,
ad esempio, non è originaria della città e perciò non ha parenti vicini, a volte è già avviato un
periodo di convivenza proprio a causa della necessità di dividere le spese, trovandosi entrambi fuori casa.
Ciò implica che nel futuro saranno diverse le coppie che, al di là dei vari legami di amicizia, non hanno
parenti che possano intervenire per aiutare nei momenti di maggior bisogno, come ad esempio alla nascita di
un bambino o quando la mamma riprende il lavoro e, anche se il piccolo frequenta il nido, non sa a chi
affidarlo nel caso in cui sia ammalato.
E’ questo un tema molto sentito tra le coppie di fidanzati, i quali, consapevoli dei pochi appoggi esistenti
per le nuove famiglie a causa della scarsa considerazione che la nostra società riserva a chi si dedica alla
crescita dei figli, a volte si sentono un po’ eroi nell’affrontare la loro nuova vita insieme, e, forse, un
po’ eroi lo sono davvero…
Lorena & Dario
PERCORSI IN PREPARAZIONE AL MATRIMONIO |
| Gennaio 2012 |
Aprile-Maggio 2012 |
| Lun |
9-gen |
Lun |
16-apr |
| Mar |
10-gen |
Mar |
17-apr |
| Lun |
16-gen |
Lun |
23-apr |
| Mar |
17-gen |
Mar |
24-apr |
| Lun |
23-gen |
Lun |
7-mag |
| Mar |
24-gen |
Mar |
8-mag |
| Lun |
30-gen |
Lun |
14-mag |
| Mar |
31-gen |
Mer |
16-mag |
| Dom |
5-feb |
Dom |
20-mag |
| Per partecipare al corso è necessario iscriversi presso la Segreteria parrocchiale. |
BATTESIMI
Qualche anno fa ci è stato chiesto di incontrare i genitori dei bambini che sarebbero stati battezzati in
Parrocchia. Non avendo alcuna preparazione come catechisti, inizialmente eravamo piuttosto perplessi, ma
abbiamo poi compreso che quello che ci veniva richiesto, era di portare la nostra testimonianza di genitori
che hanno affrontato lo stesso percorso che oggi seguono queste nuove famiglie: far battezzare il nostro
bambino ed accompagnarlo negli anni a venire perché possa crescere come un buon cristiano.
Il Battesimo è infatti l’inizio di un percorso che dura tutta la vita. E’ un impegno che si assumono genitori,
madrine e padrini, e non solo a parole.
Non si può pensare che dopo il battesimo il prossimo appuntamento con la Chiesa sia il catechismo e poi più
nulla fino al Matrimonio, altrimenti questi sacramenti si trasformano in eventi sociali, svuotati di ogni
significato religioso. Tocca ai genitori accompagnare i figli in questo percorso, e talvolta possono essere
proprio i figli a trasformarsi in uno stimolo per riavvicinarsi alla fede. Non foss’altro che per tornare
a pregare per ringraziare il Signore del dono ricevuto.
Un tempo, neppure troppo remoto, tutti battezzavano i propri figli. In molti casi non era forse neppure
una scelta, ma una consuetudine. Oggi si tratta invece di una scelta ragionata, responsabile, e talvolta
forse controcorrente. Molti, infatti, preferiscono evitare il Battesimo, dicendo che, in fondo, toccherà
al bambino, una volta diventato adulto, fare le sue scelte. E questo è innegabile. Macosì come noi genitori
ci diamo da fare perché questi bambini imparino il nuoto, il tennis, la danza, il pianoforte, l’inglese,
e quant’altro, senza aspettare che da adulti scelgano se preferiscono andare al mare e nuotare oppure andare
in montagna e sciare, così tocca a noi cercare di lasciare loro un patrimonio di educazione e di valori
condivisi, l’abitudine alla frequentazione della chiesa, a cui poi seguirà la familiarità con la preghiera
ed i sacramenti.
I nuovi genitori talvolta si sentono investiti da una valanga di nuove responsabilità e compiti che tolgono
loro ogni spazio privato, e che assorbono ogni energia e ogni momento libero. Possiamo ricordare loro
l’importanza di trovare qualche momento per se stessi, in qualita' di coppia e di individui, per poter
continuare a vivere con equilibrio, serenità e gioia il loro nuovo ruolo, senza dimenticare anche il fatto
di essere sposi.
Il Battesimo è l’inizio di un cammino che i genitori compiono insieme al loro bambino. La comunità di Santa
Maria del Suffragio propone molti eventi che possono aiutare a ricreare, o a incrementare, la complicità
ed il dialogo tra i coniugi, e a dare una mano a percorrere quel cammino di fede insieme al nostro bambino.
Fare comunità è un bel modo di vivere la fede, partecipando attivamente alla vita della Chiesa e questo
ci aiuta ad affrontare meglio i problemi legati alla formazione cristiana dei figli.
Nella nostra parrocchia vengono battezzati circa 80-100 bambini all’anno. Per noi è stata, ed è, una bella
occasione per conoscere tante famiglie che hanno deciso di affrontare con coscienza e determinazione questo
percorso.
Sarebbe bello che qualche coppia più giovane si unisse alla nostra Equipe Battesimi.
Vi aspettiamo !
Laura & Massimo
INIZIAZIONE CRISTIANA ZERO/SETTE ANNI
Ti rendo lode, Padre (…) perché hai rivelato queste cose ai piccoli (Matteo 11,25)
Dallo scorso anno, nella nostra parrocchia, in conformità con le nuove direttive della Diocesi, si è deciso
di prestare particolare attenzione ai più piccoli (tre/sette anni), riservando loro dei momenti di iniziazione
cristiana e preghiera collettiva, allo scopo di aiutare le famiglie ad accompagnare i propri figli nel cammino
di fede e dare una sorta di continuità al cammino iniziato col Battesimo.
I bambini hanno bisogno di fare esperienza di Dio in modo diverso rispetto ai più grandicelli, per cui si è
cercato di utilizzare strumenti che fossero particolarmente adatti a tale scopo.
Abbiamo programmato una serie di 10 incontri monosettimanali (5 durante il tempo d’Avvento e 5 in Quaresima)
in cui i bambini sono stati accolti in una saletta attrezzata con tavolini, sgabelli, tappeti e giochi vari e
nella quale si sono svolte attività diverse: gioco, merenda, ascolto di storie legate al Vangelo, disegni e
creazione di manufatti.
Abbiamo voluto soffermarci, soprattutto, su due momenti importanti dell’anno liturgico: il Santo Natale e la
Santa Pasqua e a conclusione di ognuno di questi momenti i bambini sono stati invitati a partecipare a una
Santa Messa che li ha visti in diversi modi protagonisti insieme ai loro genitori.
Questa nuova esperienza parrocchiale si è rivelata molto positiva, i bambini e le loro famiglie hanno apprezzato
questi incontri tanto da richiedere di prolungarli fino alla fine del maggio scorso. Contiamo di ripeterla,
Quest’anno lo spazio è stato riaperto dal 15 novembre al 13 dicembre. A conclusione, domenica 18 dicembre,
la santa Messa delle 10.30 con i bambini.
Confidiamo di trovare persone disponibili a supportarci in modo da potere, magari, estendere i momenti di
incontro anche in altri periodi dell’anno.
Silvia & Mimmo
P.S.
Vi sono anche tante altre iniziative che riguardano i bambini battezzati e le loro famiglie.
Ogni domenica, durante la Messa delle 11.30 (e, se ce la facciamo, anche in quella delle 10.00) i genitori
possono accompagnare i figli tra i 2 ed i 7 anni (ma si tratta di limiti molto elastici…) presso la Cappella
di San Proto, alla destra dell’altare. Si tratta di uno spazio dedicato ai bambini, senza che disturbino gli
altri fedeli, e facendo in modo che i loro accompagnatori possano comunque ascoltare la Messa. I bambini
vengono coinvolti dagli animatori e da alcune mamme, con l’utilizzo di disegni, filastrocche, ecc, a seconda
dell’età. Al momento della recita del Padre Nostro vengono condotti sull’altare e partecipano alla celebrazione.
Può rappresentare una iniziativa importante visto che consente una più serena partecipazione alla Eucaristia da
parte dei genitori ed abitua i più piccoli alla presenza in Chiesa.
La festa dei Battesimi verrà celebrata quest’anno a livello decanale. Il pomeriggio di domenica 15 aprile,
presso la parrocchia dei Santi Silvestro e Martino, ci sarà l’incontro con tutte le famiglie del Decanato
che hanno fatto battezzare i loro bimbi in questi ultimi anni. Vi sarà un momento di preghiera, seguito
da una breve conversazione con i genitori (mentre alcuni animatori intrattengono i bambini) e per concludere,
un’occasione conviviale con una merenda per tutti.
La scuola genitori del Decanato quest’anno propone due incontri con esperti di psicologia e pedagogia
organizzati dal consultorio Kolbe presso la Parrocchia degli Angeli Custodi di via Colletta. Il primo,
dedicato alla problematica dell’arrivo di un fratellino, si è svolto il 6 novembre. Il secondo, che si
terrà domenica 22 aprile, è invece centrato sui diversi ruoli dei genitori e dei nonni-suoceri nei confronti
della crescita del bimbo.
Quanto alla quotidianità, è bene abituare sin da piccoli i figli alla preghiera in famiglia. Bastano pochi
minuti alla sera, per insegnare il Segno della Croce, l’Ave Maria, una piccola preghiera, per riconoscere
un simbolo quale un quadro di Maria, una Croce, un angioletto, o per leggere un brano tratto da una Bibbia
per bambini. Continuando gradatamente diverrà una bella abitudine familiare, un momento per ritrovarsi
insieme, scambiarsi la buona notte, e ritrovare un po’ di serenità e di sicurezza. E anche questo è un modo
importante in cui i nostri bimbi ci aiutano, sia pur indirettamente, a ricominciare un percorso di fede
da adulti che, in molti casi, è stato un po’ trascurato a causa di questa o quella ragione.
ORATORIO E GRUPPI GIOVANI
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla
di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra (Matteo 13,45-46)
E' questa l'icona evangelica attraverso la quale mi piace pensare e definire l'oratorio. Il luogo cioè
in cui ciascuno ha la possibilità di conoscere quella perla di grande valore che è Gesù, cogliere che la sua
amicizia è promettente al punto di decidere di accordargli un credito fino a scegliere giocare la vita
avendolo come riferimento.
Detto in altri termini mi piacerebbe che chi partecipa alle varie iniziative promosse dall'oratorio,
a qualunque fascia di età appartenga, sia quantomeno sfiorato dall'idea che Gesù ha qualcosa di bello,
intelligente, affascinante da dire alla mia vita.
I canali attraverso i quali trasmettere Gesù sono quelli della formazione e dell'aggregazione. Formazione
e aggregazione: due dimensioni che si richiamano l'una all'altra, che si alimentano a vicenda in un circolo
virtuoso che, come detto, aiuta a cogliere la bellezza di Gesù e della sua proposta.
La sola formazione, infatti, rischia di restare una lezione teorica di cristianesimo se poi non ci sono momenti
di vita insieme (nella preghiera, nel gioco, nel vivere insieme qui in oratorio o da qualche parte in Italia
e nel mondo); il semplice stare insieme, d’altro lato, rischia di restare vuoto senza una formazione cristiana
capace di dargli contenuti e punti di riferimento.
E' per questo che considero l'iniziazione cristiana ben più della semplice ora settimanale di catechismo.
Quella è solo la parte formativa dell'iniziazione cristiana che comprende anche il partecipare alla messa
domenicale (il linguaggio, i segni, i tempi della liturgia e del rito hanno un'espressione loro propria non
riproducibile in un'aula durante la settimana, l'importanza dell'incontro con Gesù risorto presente
nell'eucaristia nel giorno della settimana in cui è risorto va al di là del precetto domenicale o della
presenza settimanale all'incontro di catechismo) e alle domeniche insieme di giochi organizzate in
oratorio, il partecipare all'oratorio estivo, piuttosto che alle settimane estive in montagna...
E' per questo che l'incontro settimanale del gruppo preadolescenti alterna incontri più incentrati sulla
formazione ed altri più mirati all'educazione alla preghiera; è per questo che è sempre inserito in un
contesto più ampio di momenti di gioco e merenda insieme, oltre a proposte di uscite specifiche lungo l'anno...
Lo stesso vale per gli incontri dei gruppi adolescenti e 18enni con in aggiunta la proposta di una cena
insieme al mese, e l'invito a prendersi un impegno di servizio per educarsi alla gratuità da portare avanti
lungo l'anno...
Lo stesso vale per il gruppo giovani, dove la possibilità di avere a disposizione una vera e propria
casa dei giovani (quella dove abitavano le Piccole Figlie della Croce fino allo scorso anno) e la possibilità
di uscite di diverso taglio lungo tutto l'anno consentono ancora di più quest'insieme di formazione, vita
comune, preghiera, aggregazione...
Queste, in sintesi, le linee guida e di riferimento che sostengono il discernimento e le decisioni riguardo
a ogni singola proposta della vita del nostro oratorio.
don Paolo
GRUPPO GIOVANI
Il Gruppo Giovani è uno spazio di incontro per i ragazzi dai 19 ai 30 anni, un appuntamento ormai
settimanale: ci ritroviamo ogni giovedì sera. Quest’anno, rispetto agli anni precedenti, la novità
più grande è senz’altro la casa dei giovani, l’appartamento prima abitato dalle Piccole Figlie
della Croce, ora diventato nostro luogo di ritrovo. Oltre a essere oggettivamente uno spazio comodo e
ampio a sufficienza per contenerci tutti durante le nostre serate, è un luogo che segna un’appartenenza,
che dice un noi… attorno a quel tavolo.
La casa è anzitutto il luogo dei nostri incontri del giovedì. Tutto parte da una cena, insieme. La novità
di avere una casa per noi sta anche in questo: si cucina assieme e si inizia così l’incontro in compagnia,
seduti attorno a uno stesso tavolo.
Le serate non seguono sempre lo stesso schema. Talvolta alla presentazione di don Paolo segue uno spazio
per il dibattito e il confronto. Altre volte, in modo particolare nei tempi forti del calendario,
la proposta è spostata su un invito alla meditazione, con spazi riservati al silenzio, alla preghiera
personale, introdotti dal don o da un predicatore, guidati dallo spunto di alcune letture personali.
In altre occasioni intervengono persone che hanno qualcosa da dire: testimoni che raccontano e
si raccontano, studiosi, esperti che ci parlano del loro mestiere, della loro passione, amici che
condividono la loro esperienza.
Alla fine c’è sempre spazio per giocare. Che sia calcetto, ping-pong o qualche gioco di società, è lo
stesso: è un altro modo di essere lì, gustando il nostro stare insieme. (anche se c’è chi, pur di vincere,
studia le domande a memoria la notte prima… ma c’è chi è superiore a questi trucchetti.)
Ma la casa dei giovani è anche altro...
È la possibilità di vivere l’esperienza della convivenza: quattro giorni di vita comunitaria,
tra noi, durante i quali ciascuno continua a vivere le sue attività quotidiane di studio, di lavoro,
di appuntamenti, ma abitando nella casa dei giovani, con l’intento di condividere il più possibile la
vita tra noi.
Ci si sveglia e si fa colazione insieme. La mattina si prega affidando al Signore la giornata che ognuno
di noi vivrà. La sera prima di cena diciamo i vesperi e l’ultima sera si conclude tutti insieme celebrando
in casa una messa insieme.
Oltre ai nostri giovedì vengono anche proposti determinati appuntamenti parrocchiali e diocesani
che possono essere spunti per il cammino personale, su cui senz’altro spiccano il Triduo Pasquale con il
momento forte dell’adorazione notturna del giovedì santo, gli esercizi spirituali cittadini per i giovani,
le veglie in Duomo in traditione symboli e di preghiera per la Giornata Mondiale della Gioventù…
Già, perché il Gruppo giovani non è sedentario, non siamo solo casa (dei giovani, ovvio!) e chiesa…noi
camminiamo…e infatti eravamo insieme a Barcellona e a Madrid per la GMG, quest’estate!
L’estate scorsa in Spagna, quella precedente in un pellegrinaggio eccezionale (che è poi il Pellegrinaggio
per eccellenza) la Terrasanta, anche con i giovani adulti… l’ultimo inverno turisti nell’innevata Berlino,
e quest’anno a Assisi per vivere giornate di spiritualità. La prossima primavera a Parigi, e poi… siamo
qui per inventare e inventarci…
…fa fede quel noi che ci pulsa dentro ogni giovedì sera, ma non solo.
Valentina
GRUPPO FAMIGLIE DON STEFANO
Da diversi anni alcuni coniugi giovani o comunque giovanili (non siamo pignoli con l’anagrafe…), prima
con Don Mirko e poi con Don Stefano, si riuniscono una volta al mese per un confronto, una meditazione
ed un approfondimento seguendo un tema che viene scelto insieme all’inizio di ogni anno.
Per alcuni anni l’argomento sono state le lettere annuali dell’Arcivescovo sulla famiglia. Due anni or
sono un significativo libro del cardinal Martini sull’essenza dell’essere umano (C.M. Martini, Sul corpo,
Milano 2000). L’anno scorso si è invece innovato iniziando la lettura corsiva del Vangelo di Marco,
che è il primo del Vangeli a essere stato scritto.
La lettura corsiva è quella che viene fatta insieme, da una comunità, iniziando e proseguendo il
racconto della storia di Gesù dall’inizio senza individuare argomenti o temi preordinati, ma leggendo
come se il Vangelo non lo si fosse mai letto prima, con atteggiamento quindi di curiosità, scoperta e
sorpresa per ciascuna delle parole e delle rivelazioni che s’incontrano leggendo.
La lettura si ferma, per poi riprendere, quando qualcuno ha domande, si sente chiamato personalmente dai
fatti e dallo stile di Gesù, che in qualche modo scopre di poter ricondurre alla propria vita.
Semplice la proposta, semplice l’accoglienza, assolutamente ricca e feconda l’attuazione.
Negli incontri dello scorso anno si sono lette complessivamente poche pagine, non per pigrizia, non per
scelta, ma per consapevole necessità ed opportunità: la parola rivelata del Vangelo è sempre nuova di per
sé, per chiunque la legga o la rilegga.
Le scoperte sono molto maggiori di quanto ragionevolmente si possa immaginare e ci si accorge direttamente,
non perché ci viene detto, che la suddivisione del racconto in capitoli e titoli è scelta solo letteraria.
E’ essenzialmente l’attenzione e la disposizione dei lettori che consente di intuire, riconoscere ed individuare
il messaggio “nuovo” che Gesù propone oggi come ieri, non alla gente in genere, ma singolarmente a ciascuno
di noi. Completare pagine o capitoli diventa quindi irrilevante.
Ognuno con le sue proprie possibilità e peculiarità, accede dunque alla parola, svolge le sue osservazioni,
e soprattutto raffronta la propria semplice vita con il semplice racconto del Vangelo.
Se la volontà e la partecipazione del singolo sono importanti, non vi sono parole per raccontare il beneficio
della comunità quando ci si accosta alla parola: la volontà buona e la docile predisposizione di molti
insieme divengono confortante “luce di discernimento” che accompagna ciascuno nel cercare, trovare,
riconoscere.
E’ la volontà buona di partecipare all’esperienza sensoriale e spirituale del racconto del Vangelo che ci
fa scoprire come ogni parola anche piccola, ogni episodio, ogni immagine sia in sé nuova anche per noi.
La parola non è però nuova nel senso che non si è mai letta, ovvero non la si è memorizzata
nonostante la si sia ascoltata anche più volte, ovvero, ancor peggio, perché ci inventiamo qualcosa di
nuovo su di essa.
La parola è davvero nuova per tutti e per ciascuno anche se detta e scritta molti anni or sono,
in quanto è e viene percepita come ovvia, come quella parola che unisce davvero nelle intenzioni,
nel pensiero e nella vita.
Ovvia perchè è la parola rassicurante che l’uomo, nella sua inscindibile natura individuale e
comunitaria, in ogni tempo cerca e spera di trovare.
Ovvia non significa banale, perché una parola banale non la si ascolta o la si dimentica.
Né tantomeno ovvia è in contrapposizione con nuova, come se l’ovvio sia solo ciò che è
stato già detto e scritto in passato, e che pertanto nuovo non può esserlo più.
La parola è insieme Ovvia e nuova perché è Verità, approdo sereno della nostra ricerca,
approdo vicino, approdo per ciascuno e per i molti che sono venuti e che verranno: contatto dell’uomo
con la fonte della propria intima eternità.
Nuovo ed ovvio divengono in tal senso significati inscindibili perché sono in quella parola che ciascun
uomo, di per sé nuovo ed irripetibile rispetto ad ogni altro uomo, ogni volta ed in ogni momento della
sua umana esistenza, si accorge (ora) che sperava (da sempre) di sentire.
Lo stimolo dell’ovvia novità è stato così decisivo che all’inizio di quest’anno nessuno ha avuto dubbi
nel proseguire la lettura corsiva del Vangelo di Marco.
Ci è sembrato ovvio e sarà certamente nuovo.
Siamo quindi tornati all’inizio di questo piccolo racconto di un’esperienza concreta, individuale e
comunitaria al tempo stesso.
Un’esperienza accogliente anche per coloro che volessero entrare nella compagnia.
Giovanni
I prossimi incontri del Gruppo Famiglie di don Stefano
sono:
12 dicembre, 6 febbraio, 5 marzo, 23 aprile, 21 maggio
(sempre al lunedi, ore 21).
* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *
A questi dobbiamo poi aggiungere altri appuntamenti
importanti di quest’anno che coinvolgono tutte le famiglie:
venerdì 27 gennaio h.20.45 - Incontro decanale famiglie
(preparazione Giornata Mondiale)
domenica 29 gennaio - Festa della famiglia
venerdì 30 marzo h.20.45 - Incontro decanale famiglie
(preparazione Giornata Mondiale)
domenica 27 maggio - Festa degli anniversari di matrimonio;
dal 29 maggio al 3 giugno - Giornata Mondiale della
Famiglia;
dal 8 al 10 giugno - Uscita Gruppi Familiari a Gressoney
St. Jean (AO).
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GRUPPO FAMIGLIE DON LORENZO (TRA IL CORTILE E IL SAGRATO)
Ormai da qualche anno a questa parte, un gruppo di giovani famiglie si ritrova mensilmente per incontri
rivolti alla riflessione e alla condivisione sul tema dell’amore e del fare famiglia.
L’esigenza è stata colta da don Lorenzo e della pastorale familiare della parrocchia di Santa Maria del
Suffragio e quattro anni fa è stato creato un gruppo rivolto a famiglie appena costituite, per accompagnarle
nel cammino di crescita e maturazione e fornire loro un momento di dialogo e confronto reciproco.
Il gruppo ha fondamentalmente due anime: famiglie di giovani cresciuti nel cortile dell’oratorio e famiglie
incontrate e conosciute da don Lorenzo nel suo magistrale apostolato sul sagrato la domenica mattina…!
Due anime quindi diversissime: chi ha respirato comunità ecclesiale fin da piccolo e rischia ora di non
riconoscere più davvero il valore di questo profumo e chi proprio da questo aroma si fa incuriosire.
Con la nascita dei primi bimbi, si è avvertita l’esigenza di vivere l’incontro mensile all’interno della
giornata domenicale, per permettere ritmi più distesi e la possibilità di portare i propri figli con sé,
supportati da un servizio di baby-sitting.
Dallo scorso anno nuove coppie hanno alimentato la vita di questo gruppo e nei primi incontri di quest’anno
il nuovo slancio si avverte.
L’incontro ha una modalità molto semplice, con una breve riflessione e la possibilità di dialogare in coppia
e in gruppo sui temi proposti. Quest’anno in particolare, in vista dell’incontro mondiale delle famiglie,
il percorso sarà incentrato sul tema della famiglia come sintesi tra lavoro e festa, in linea con quanto
proposto dalla diocesi.
Elena & Davide
I prossimi incontri del Gruppo Famiglie di don Lorenzo sono:
lunedì 12 dicembre h. 21
lunedì 23 gennaio h. 21
domenica 26 febbraio h. 16
lunedì 12 marzo h. 21
domenica 22 aprile gita !!!
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GRUPPO ARCA
“Allora Dio disse….Fatti un’arca….Entrerai nell’arca tu e con te i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei
tuoi figli. Di quanto vive, di ogni carne, introdurrai nell’arca due di ogni specie”
[Genesi 6-13, 14, 19]
E’ stato così, più o meno, che qualche anno fa è stato formato il Gruppo Arca.
Inizialmente molti di noi facevano parte dei vari gruppi familiari, ex-giovani coppie, poi un po’ meno giovani.
Dopo alcuni anni di questa bella esperienza, si è pensato di creare un gruppo che accogliesse alcune coppie
che avevano attraversato momenti difficili, quali una separazione, un divorzio, una nuova unione.
La Chiesa ufficiale sostiene la vicinanza con questi fratelli e sorelle, ma continua anche a negare loro
l’ammissione ai sacramenti. Tuttavia, dopo non poche riflessioni e discussioni, ci era sembrato giusto che
l’applicazione della norma, così come nel sacramento della Riconciliazione, passasse attraverso i sacerdoti
delle Parrocchie, che conoscono le vicende che hanno portato alla separazione, al divorzio e all’eventuale
formazione di una nuova unione, e conseguentemente possono valutare la possibilità-opportunità di un
cammino per poter benedire la nuova coppia e riammettere ai sacramenti chi è passato attraverso vicende
talvolta drammatiche.
Ecco quindi che all’interno del Gruppo Arca vi sono coppie per così dire tradizionali e coppie che
sono invece passate attraverso una percorso più tormentato.
E’ però importante sottolineare che nel Gruppo, che si riunisce con periodicità circa mensile, non si parla
soltanto di problematiche inerenti il rapporto tra divorzio e fede cristiana. Anzi in questi ultimi tempi
questi aspetti sono divenuti decisamente secondari. L’Arca è innanzitutto un gruppo familiare di questa
Parrocchia, e quindi lavora sugli aspetti di pastorale delle famiglie, anche se in modo originale e non
sempre convenzionale. Visto che i componenti del Gruppo sono, chi più chi meno, cinquantenni, la prospettiva
con cui vengono portate avanti queste discussioni è appunto quella di famiglie con figli adolescenti,
se non ormai adulti, diversa quindi da quella dei gruppi di coppie con figli di età inferiore.
Le discussioni offrono spunti utili sia durante le riunioni, per riflettere e confrontarsi sulle tematiche
della famiglia, che, per ciascuna coppia, anche in altri momenti della propria vita.
Trovarsi in questa comunità è divenuto, nel corso di questi anni, una piacevole consuetudine: confrontarsi,
anche vivacemente, su tanti aspetti diversi della nostra realtà quotidiana; incontrare volti noti, diventati
ormai amici, per un momento di riflessione e di condivisione.
Il tema scelto per quest’anno è La famiglia: il lavoro e la festa, in preparazione all’incontro mondiale
delle Famiglie che si terrà a Milano dal 30 maggio al 2 giugno 2012.
Laura & Massimo
I prossimi incontri del Gruppo Arca sono:
15 dicembre, 26 gennaio, 23 febbraio, 26 aprile, 31 maggio
(sempre al giovedì, ore 21, in Sala Rossa).
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MOVIMENTO 3a ETA’ - GRUPPO ARCOBALENO
Vogliamo parlare un po’ del Gruppo Arcobaleno?
Ecco qua: come è iniziato e come sta funzionando ora.
L’istituzione del Movimento Terza Età nella diocesi di Milano avviene nel 1972 e sbarca al Suffragio per
iniziativa dell’Azione Cattolica, con l’assistenza di Don Paolo Villa, e è continuata negli anni con
l’approvazione di Monsignor Andrea Ghetti, appoggiata via via dai suoi successori.
Il nome Arcobaleno risale a circa quindici anni fa: sta a significare la varietà di età, caratteri,
cultura dei nostri frequentatori e è proprio questa amalgama a far funzionare il gruppo.
L’impegno di Suor Anna, la sensibilità degli animatori e l’assistenza dei nostri sacerdoti, sono rivolte
a instaurare e stimolare un rapporto di solidarietà e fraternità con la terza e quarta età, accompagnato
da momenti di riflessione e di svago.
Riguardo a quest’ultimo (svago) i programmi di base sono:
q Giochi collettivi quindicinali (tombola – bingo ecc.).
q Attimi di “dolcezza”: merenda a base di torte e dolcetti vari - con bevande.
q Recite : i protagonisti sono sempre gli anziani con la condivisione e partecipazione, a volte, dell’intero
decanato.
q Momenti di festa : Natale – carnevale – chiusura anno a maggio, con organizzazione di pranzi conviviali
alla presenza di tutti i nostri sacerdoti, per un momento di aggregazione e di festa, con scambi di piccoli
ma affettuosi doni. Questi momenti si concludono generalmente con un’allegra lotteria.
Queste iniziative determinano, a livello umano, un luogo di piacevole incontro dove i nostri anziani,
spesso soli, trovano amicizia, comprensione e la possibilità di scambiare idee, pensieri, parole con persone
della stessa età e stesse problematiche.
Possiamo dire che nell’arco degli anni molto è stato fatto, ma siamo coscienti che molto ancora è rimasto
da fare. La volontà per animare e valorizzare questo gruppo non manca, e neppure l’impegno.
Il nostro obiettivo? Che l’attuale numero di 40/50 persone diventi sempre più numeroso, per questo abbiamo
bisogno delle vostre adesioni.
Contattateci!
suor Anna
| Gruppo Arcobaleno Tel. 02.5456.229 |
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