arte al Suffragio

altare e portoni

 



I PORTALI BRONZEI

Sono opera, con i portali laterali, dello scultore Franz De Vecchi che si è avvalso della fonderia Battaglia per la fusione.
La messa in opera è avvenuta nel 1996 in occasione delle celebrazioni del centenario della chiesa.


significato del portone centrale

La nostra chiesa è tutta un canto a Maria. sottolinea don Mirko presentando l'opera - Un canto di stupore, di letizia, di speranza. Altre e nuove "note" si sono aggiunte a questo canto: il portale in bronzo, stupenda opera, così armoniosa e fluida, dello scultore Franz De Vecchi. Una porta apre e chiude, si spalanca e si socchiude, svela e vela. E' un invito a entrare ma anche ad uscire, ad andare ma anche a tornare. Una porta è parabola, simbolo, rimando. Anche Maria è rimando. A Lui. Perché non si può parlare di lei senza parlare di Lui. Questa porta è dedicata a lei, "porta del cielo", donna e madre di tenerezza e di misericordia, a fianco degli uomini, da sempre e per sempre. Guardare questa porta sia rimando alla tenerezza e misericordia infinite di Maria e di suo Figlio e sia invito ad essere altrettanto teneri e misericordiosi. Perché il cuore convertito è il cuore fatto tenero.

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il pensiero dello scultore

Franz De Vecchi condivide la gioia del centenario e della concretizzazione della sua creatura esprimendosi così: " ... Mi auguro che tutti possano salutare felicemente questo avvenimento, io naturalmente provo una grande gioia che vorrei condividere con tutti, perché per uno scultore ma anche per chi si occupa di altre forme d'arte, è il massimo dare gioia ed emozioni a tutti attraverso il proprio lavoro. Come artista ho una predilezione per la nostra bella chiesa, che nei suoi cento anni è stata ed è simbolo e fulcro della religiosità del nostro quartiere. Per questo ho affrontato con impegno questo lavoro, un impegno doppiamente motivato, riconoscendo nel luogo dove sorge la chiesa, posto antico a me caro, carico di ricordi della mia infanzia, ma soprattutto perché vorrei rendere omaggio, attraverso una bella opera di scultura alla chiesa come edificio e a tutta la comunità.
Il mio lavoro di scultura si inserisce su una facciata della prima metà del novecento, dove compaiono elementi architettonici di stile neogotico, ad esempio gli archi che incorniciano le tre porte o le lesene che nella parte superiore delimitano il mattone a vista. Quest'ultimo, insieme all'utilizzo di marmi di diverso colore, scaldano e vivacizzano la facciata, pur rispettando il rigore geometrico dell'impostazione e la precisa scansione della superficie in zone delimitate da lesene e scanalature.
Partendo da queste considerazioni, ho affrontato questo lavoro non a cuor leggero ma con costante preoccupazione di entrare quanto più possibile in armonia con la facciata, ho volutamente cercato di non imporre un'immagine troppo forte, visto che è già di indubbia forza l'impatto visivo che di per se stesso ha un portale nella geografia di una facciata. Ho moderato la mia propensione per una scultura volumetrica, privilegiando invece la fluidità del modellato rispetto alla forza plastica di una superficie fortemente chiaroscurata. Ho lavorato più che altro su un modo di intendere la materia caro alla scultura moderna, una strada che da qualche anno sto seguendo e che finora mi ha dato buone soddisfazioni.

In questo portale ho cercato di creare in armonia con un gioco di pieni e vuoti plastici su una superficie completamente piatta. Già dal bozzetto esposto in chiesa si poteva intuire questa mia intenzione, ma sul lavoro finito si potrà intuire ancora meglio. Sembrerà strano ma ho affrontato questo lavoro ,che è figurativo, con la mentalità di uno scultore astratto pensando alla luce, alla sua mutevolezza, incostante e mai uguale. Ho lavorato molto la superficie creando piani, parti modellate senza nessuna delimitazione fra di loro.

assunzione
pentecoste

Ho pensato in definitiva di non applicare sulle porte semplicemente dei bassorilievi ma ho nutrito l'ambizione che la porta stessa divenisse scultura dimenticando la sua funzione, cioè quella di aprire e chiudere l'edificio.

I temi rappresentati sono quelli della Assunzione della SS. Vergine, cominciando dalla parte alta del battente di sinistra del portale, si scende giù con la Pentecoste, sotto alla riga della porta la Visitazione. Nell'altro battente, quello di destra, in alto rimane il tema della Madonna del Suffragio, più sotto la SS. Vergine ai piedi della Croce, più sotto ancora, alla riga, le nozze di Cana.

Sono sei temi emblematici della vita della Madonna, al cui nome la chiesa è dedicata. Il tema del Suffragio vede la SS. Vergine Maria come nostra madre Misericordiosa, che allevia le nostre sofferenze; per questo ho rappresentato la figura di Maria che domina in senso protettivo tutta l'umanità: infatti, nella formella, la figura della Madonna giganteggia sopra due coppie, uomo e donna anziani e giovani, un campione di umanità, che cerca pietoso rifugio sotto il manto della nostra comune Madre.

visitazione
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Alla nostra chiesa sicuramente servivano delle nuove porte, le attuali in legno sono da tempo in condizioni precarie. L'idea e il progetto di costruire per il Suffragio delle nuove porte in bronzo nasce dalla volontà dei nostri due cari ultimi parroci: don Erminio, che ha lasciato il posto nella parrocchia per occuparsi di cose importanti e preziose per la Chiesa tutta, ha caldeggiato e voluto questo lavoro dono alla chiesa a compimento dei grandi e gravi lavori di restauro dell'edificio e don Mirko che con entusiasmo ha finalmente realizzato questo sogno.

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Le altre due più piccole porte laterali sviluppano i temi della Annunciazione, protagonisti: la Madonna e l'Angelo annunciante e il Natale con la SS. Vergine, Gesù Bambino e S. Giuseppe.

portale destro

E così conclude l'artista: Con i miei trentanove anni, posso considerarmi ancora un giovane scultore e se di "Mecenati delle Arti" in quest'epoca si può ancora parlare, io li considero entrambi tali. Per me essi resteranno sempre nel cuore, non solo per avermi dato l'opportunità di realizzare queste porte ma per aver capito con vero spirito di amicizia il significato e il senso del mio lavoro.

Un pensiero di gratitudine non può non andare ai miei insegnanti, dai quali ho appreso tanto, in particolar modo al prof. Enrico Manfrini, che, quando il lavoro era ancora all'inizio, seppe darmi stimolo ed entusiasmo.
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angelo annunciante annunciazione
madonna del natale san giuseppe

Ringrazio anche quanti hanno collaborato nella parrocchia con la loro solerte disponibilità...
Come dimenticare poi la Fonderia Battaglia di Milano, la prestigiosa fonderia dove sono state fuse nel passato tante opere che ora fanno parte della Storia dell'Arte: le porte del Duomo di Milano, i Cavalli della Basilica di San Marco a Venezia, la porta della Morte in Vaticano ecc. In questa fonderia la porta è stata fusa in bronzo, con la perizia dei maestri fonditori che vi operano. Per finire vorrei esprimere un augurio a tutta la comunità: siate giusti nel vostro giudizio, perché ogni lavoro artistico nasce dal sacrificio, dalla fatica e spesso dalla disperazione. Grazie. Cento di questi giorni alla nostra cara chiesa di S. Maria del Suffragio"
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(1) Da Il Segno, informatore parrocchiale, ottobre 1996, monografia in occasione del centenario della chiesa, p.3.

(2) Da Il Segno, op. cit. , pp. 13 - 14.





nascita del portone in bronzo:
i bassorilievi in creta

Potrà interessare conoscere il processo di formazione di un'opera come un portale in bronzo.
Consigliamo al proposito di dare un'occhiata al volume, già molte volte citato, "il vaso d'alabastro" che illustra ampiamente il processo di creazione e di fusione delle ante del grande portone centrale.
Per dare un'idea di questo processo Vi sottoponiamo le foto di alcune formelle in creta con i temi del portale.

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L'Altare della Vita e della Speranza

il presbiterio rinnovato (anno 2006)

presbiterio
altare nuovo
basamento altare

 

 

 

i tralci ben potati

basamento altare visto da dx

 

 

 

recano abbondante frutto

vuoto dettaglio tralci con frutto




ambone

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo slancio dell'ambone

cattedra

 

 

 

 

La cattedra

vuoto navata centrale




Il leggio di bronzo

Note dell'artista in occasione della collocazione dell'opera (anno 2001)

Come non pensare, noi umili costruttori dell'Arca, in questo difficile momento, al terrorismo che devasta i corpi, le anime e annichilisce la volontà.
Tutte le manifestazioni dello spirito umano tra le quali l'arte, ne risentono in modo significativo, come pensare, come progettare, creare adesso dopo quel terribile 11 settembre?
La contemporaneità si è dissolta e non è più un riferimento, l'arte è ammutolita, spaventata si nasconde - mi vengono in mente quelle poesie ermetiche di Ungaretti scritte al fronte durante la prima guerra mondiale - la poesia dal profondo dell' anima lancia un grido di sconforto e disperazione si esplica in un ermetismo che è più un restare senza parole, una vera afasia.
leggio Senza mia volontà né per mio merito, ho sentito e affrontato questo nuovo lavoro per S. Maria del Suffragio in un modo che ora sento e che definirei "profetico" ovviamente con tutte le virgolette del caso. Forse chi si occupa di arte e si esprime attraverso le forme, i colori o la poesia acquisisce una sensibilità particolare che se è sincera si avvicina a particolari intuizioni che sovente sorprendono lo stesso artefice, un presentire, un domandarsi dove stiamo andando.
In questo leggio sono rappresentate in bassorilievo: una Sacra Famiglia, che però può essere anche una famiglia normale che è sacra in quanto famiglia, delle figure di persone oranti nella parte superiore, umanità in genere nel trascendente richiamo che attraverso la preghiera diventa vero legame con la SS. Trinità e la Vergine Maria.
Sono queste figure, smembrate, volanti, seccate e aride, come certe immagini di uomini scampati nel deserto, immagini plastiche che hanno piegato sé e la propria barocca esuberanza fino ad apparire larve scarne, come se alcune tra le più fulgide raffigurazioni dei Santi di S. Pietro o delle figure tratte dalla "Gloria del Bernini" si fossero eclissate in una lunga quarantena nei deserti della Siria sulle tracce della "Vita de' Santi Padri". C'è stata una notevole affinità di vedute su come procedere nel lavoro con don Mirko, confesso che parte dell'ispirazione del lavoro si basa su alcune considerazioni del nostro parroco: "Vorrei qualcosa di leggero che non abbia a pesare visivamente. Il leggio è qualcosa di aggiunto nell'arredo rituale, non deve coprire o nascondere in nessun modo la figura del Sacerdote, soprattutto non è l'ambone ..."
Capii che queste sue parole non volevano sminuire le premesse del mio lavoro ma, al contrario, come spesso succede nei rapporti con don Mirko, erano una sfida per stimolare la mia fantasia, quindi: leggerezza e discrezione ma anche e soprattutto significato.

Ercole Franz De Vecchi

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