Rimini (Suffragio)
dai siti www.abcrimini.com www.giuseppedimare.it www.hoteljohn.org/Medievale.htm www.musicaficta.org/fotografie.html e comune.rimini.it
son desunte descrizioni e immagini

Chiesa del Suffragio
Rimini

La chiesa di San Francesco Saverio (chiesa del Suffragio), da qualche anno è divenuta la cappella universitaria della Diocesi di Rimini
[...] nel cuore di Rimini, l'attuale piazza Tre Martiri [...] Poco distante è la chiesa del Suffragio (piazza Ferrari), una delle chiese più importanti del settecento riminese. Fu costruita dai Gesuiti su modello della chiesa romana del Gesù. Accanto ad essa sorgeva il convento dei Gesuiti, poi trasformato in ospedale civile ed ora in Museo della città.
Rimini  interno I Gesuiti appena giunti a Rimini furono ospitati nel palazzo vescovile, poi in una "casetta dirimpetto a S. Maria da Mare", chiesa parrocchiale retta da don Giuliano Floridi. La chiesa s'affacciava sull'attuale via Cavalieri.
La "casetta" era vicina a quella di Francesco Rigazzi, proprietario anche del granaio che si apriva sull'attuale corso Giovanni XXIII, e nel quale venne aperta la "chiesetta" di San Francesco Saverio, nel 1631. La "chiesetta" era perpendicolare allo stesso corso Giovanni XXIII, e si trovava a nord (porto), all'incirca verso l'abside della chiesa attuale. Di fronte alla "chiesetta", lungo il corso citato, nell'area degli odierni giardini di piazza Ferrari, si trovava il monastero delle Convertite (ex prostitute).
Quando muore Rigazzi, la sua vedova si ritira presso le monache di San'Eufemia, e dà ai Gesuiti alcuni locali della propria abitazione. Nasce così il primo nucleo culturale ed urbanistico della presenza dei gesuiti a Rimini, nell'area che per comodità chiameremo del "vecchio ospedale". Nel 1650, due "stanziotti" servivano per chiesa, scrive padre Ippolito Calciolari: il collegio era costituito non da una "Fabrica formata", ma "d'alquante casette, già di secolari aggregate insieme con quella del Fondatore", il citato Rigazzi.
riminorgano Nel '61, le Convertite fanno causa ai Gesuiti per l'apertura di finestre abusive, che violavano la privatezza delle Madri, le quali, secondo il vescovo d'Urbania, potevano affacciarsi così a "far bagordi" con gli scolari del collegio.
Alla fine del secolo XVII, come attesta una carta parigina del 1710, i Gesuiti hanno ormai costruito quasi per intero la loro Isola, attraverso acquisti di altri edifici. Dove oggi sorge la chiesa "del Suffragio", in quella carta si legge: "Qui si deve fabbricare la chiesa nuova", a cui si porrà mano dal 1719.
Le abitazioni dei Padri sono sulla via Cavalieri. Verso la fine di via Tonini, ci sono sei case, che non appartengono, ancora per poco, al collegio: "Ne sarà facile la Compera… per compimento dell'Isola", dice una didascalia della stessa carta parigina.
Riminiguerra Nel 1739, la chiesa nuova era già terminata.
All'interno, di Guido Cagnacci, San Nicola da Tolentino tela della metà del XVII secolo, I tre martiri Gesuiti del Giappone (1635-37), due dipinti di Pietro Rotari restaurati di recente.
Semidistrutta nel 1944 da eventi bellici la chiesa è stata ricostruita nelle forme originali.