al sito "www.comune.lugo.ra.it" ed alla cortesia dell'Ufficio Turismo dobbiamo la seguente scheda dedicata alla Chiesa del Suffragio, tratta dalla pubblicazione: "Lugo: il volto della città" di Anna Tamburini, (1997 edizioni Essegi)"

Lugo chiesa Suffragio Chiesa del Suffragio
ex oratorio di S. Giuseppe di Codalunga,
Chiesa della Madonna della Neve
e dei Ss. Michele e Giuseppe, S. Rita


in Piazza Baracca a
LUGO (RA)

Storia
Nel 1624 un bimbo, abitante nella strada di S. Agostino, ricevette per regalo una statuetta con l'immagine di S. Giuseppe ed assieme ad altri compagni la collocò in una nicchia dotandola di altare. Assistiti dai genitori e dal Pubblico, istituirono una confraternita composta da 12 ragazzi ed ottennero la costruzione di un Oratorio. Successivamente, anche se con qualche disaccordo tra il Pubblico ed il Parroco di S. Maria, si eresse la chiesina di S. Giuseppe nel sito della prima casa di Codalunga che guardava la Piazza. Il 19 maggio del 1628 la chiesa venne benedetta col titolo di S. Giuseppe. Aveva un unico altare ed era stata costruita con uno stile semplice ed essenziale. I due parroci di Lugo, visto che le elemosine della chiesa crescevano e che, nel giorno di mercato, era affollatissima, col pretesto di non poterla lasciare ai fanciulli, si rivolsero al Vescovo per istituire una nuova Confraternita composta da 25 adulti, che venne riconosciuta nel 1629. La compagnia adulta di S. Giuseppe si sciolse dopo 18 anni a causa dei problemi insorti tra questa e il clero regolare e vista la scarsa devozione che riscuoteva tra il popolo. Attorno al 1650 (altri dicono 1651) la chiesa venne ridotta a beneficio semplice, con proprio rettore, dal Vescovo d'Imola e decadde miseramente in rovina. Nonostante il suo stato di conservazione, la chiesa fu destinata nel 1653, per decisione del Consiglio, ad ospitare la Sacra Immagine della chiesa della Beata Vergine delle Grazie in via Codalunga, affinchè si potesse provvedere al compimento della nuova chiesa, ultimata nel 1667.
Lugo Suffragio vista Promotrice della nuova chiesa di S. Giuseppe, attuale Suffragio, fu la ricca e battagliera confraternita del Suffragio. Fondata nel 1620 nella chiesa di S. Maria del trivio, si trasferì successivamente in S. Giacomo, seminando liti e discordie. La Confraternita del Suffragio ottenne dal parroco di S. Giacomo la nuova cappella posta alla sinistra dell'altare maggiore dedicata a S. Maria della Neve e a S. Michele Arcangelo. Ma i confratelli aspiravano ad una chiesa propria e con l'intervento della Comunità si rivolsero al Tribunale di Roma che il 2 dicembre del 1718 concesse di edificare una nuova chiesa e alla Confraternita del Suffragio di abbandonare S. Giacomo non appena fosse stata ultimata. I Confratelli, vista la situazione della Piazza Maggiore, nella quale si trovava la vecchia e cadente chiesa di S. Giuseppe, stabilirono di edificare in quel sito la nuova chiesa. Nel 1719, ottenuto il permesso, rasero al suolo S. Giuseppe e il Vescovo d'Imola pose la prima pietra nel luogo dove sarebbe stato innalzato l'altare maggiore. Anche la Comunità concorse all'erezione della chiesa con gli utili del Pavaglione.
[il Pavaglione,monumento caratteristico, un imponente quadriportico derivato da un loggiato preesistente nel 1580 e completato nel 1784 dall'architetto Giuseppe Campana. Era destinato al mercato dei bozzoli del baco da seta, allora fiorentissimo...]
Il 17 agosto del 1720 (1721 per alcuni) la chiesa fu inaugurata ed aperta al culto dietro benedizione del Vescovo, assumendo la denominazione di « Chiesa della Madonna della Neve e dei Ss. Michele e Giuseppe o del Suffragio». Nel 1781 la Confraternita del Suffragio costruì una nuova sacrestia e ordinò due statue di marmo (1782) da porre nelle nicchie della facciata della chiesa. Nel 1876 fu restaurata e verso la fine del 1800 perse il suo effetto prospettico dominante sulla Piazza Maggiore, quando vennero abbattuti i Granili a ovest e il Palazzo Vecchio a sud, ricostruito più indietro rispetto all'edificio precedente.

Lugo Suffragio Facciata Stato attuale
La scenografica facciata settecentesca è divisa in due piani da un cornicione e nell'insieme risulta ben proporzionata ed armonica. Inferiormente, due lesene per parte fiancheggiano la porta centrale sormontata da un timpano curvilineo simile a quello delle porte laterali. Nella parte superiore della facciata si aprono due nicchie con sculture e un finestrone sormontato da un oculo ovale chiuso ed incorniciato, che richiama quelli posti nelle due ali laterali. Il timpano conclusivo si spezza in una struttura di cui solo la parte centrale si sviluppa in altezza. In tutto il prospetto gli ornati sono semplici e appena accennati. Le due statue in marmo di Verona (1782), rappresentanti gli Arcangeli Michele e Raffaele, sono attribuite allo scultore Angelo Sartori.
Nell'interno, la navata centrale alta e slanciata è fiancheggiata da due navate laterali, basse e strettissime, interrotte dal transetto che è formato da due ampie cappelle con altari ed ancone di scagliola.

Lugo Suffragio Interno L'abside a pianta rettangolare risulta troppo lunga e stretta rispetto alle proporzioni della chiesa; le volte del soffitto sono a crociera. La decorazione è costituita da un trionfo di stucchi barocchi composti secondo motivi raffinati ed eleganti che imprimono al sacro edificio i caratteri di pieno secolo XVIII. I disegni in chiaro e scuro dei quadri allegorici furono eseguiti dal concittadino Cesare Ruina nei restauri del 1874/76.
Da considerare i quattro splendidi ovali degli Evangelisti dello svizzero Ignazio Stern (1680-1748): due al fianco dell'abside, due lateralmente alla porta centrale. Nel presbiterio è collocato il quadro titolare rappresentante «La Madonna della Neve con S. Giuseppe, S. Michele e le anime Purganti» eseguito nel 1718 da un ignoto di scuola romagnola. Michele Rossi lo attribuisce al lughese Benedetto dal Buono (1711-1775). Ai lati dell'altare maggiore, nei due grandi ovali contenuti da panneggio vi sono le tele con «la morte di S. Anna» e «la morte di S. Giuseppe» risalenti al XVIII secolo e forse attribuibili ad Ignazio Stern.
Da osservare nella cappella sinistra, la «Statua di S. Giuseppe» dei Graziani di Faenza (1874) e la «statua dell'Immacolata», scolpita su ordinazione nel 1614 da Bartolomeo Schedoni di Modena e dipinta nel secolo XVIII secondo l'uso del tempo: fu fatta a cura della compagnia della Concezione, la quale aveva cappella in S. Francesco (Collegiata); passò più tardi nella chiesa dell'Ospedale di S. Antonio ed in ultimo fu trasportata nel Suffragio.
s.g.


A Lugo non mancano luoghi ed edifici da ammirare ma credo che pochi sappiano del campanile di Fabriago.
LugoFabriago (35K) Santa Maria in Fabriago, Località Campanile
Tra le più antiche delle diocesi, è dedicata alla Natività di Maria Vergine e fu anticamente Pieve.
Sorge agli inizi del XVI secolo sulle rovine di due chiese precedenti distrutte dalle inondazioni.
L'attuale chiesa è ad una navata con abside poligonale.
Il campanile cilindrico di arte ravennate, sorto probabilmente su una base di epoca romana è ornato da monofore, bifore, trifore romaniche in successione dal basso verso l'alto ed è da ritenersi fra i più antichi campanili d'Italia e del mondo (secolo VIII - IX).